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XVII congresso. La relazione del segretario uscente Paolo Burli

Un sindacato che non abbia paura dei cambiamento. Ammortizzatori sociali e contrattazione al centro della relazione di Burli.

XVII congresso. La relazione del segretario uscente Paolo Burli

QUI a fianco è possibile scaricare la relazione del segretario generale uscente della Cgil del Trentino, Paolo Burli e alcunidocumenti citati nella relazione stessa.

XVII Congresso Provinciale CGIL del Trentino. Burli: “Insicurezza e disagio alimentano il rancore: bisogna ricostruire relazioni sociali più forti”.

Utilizza la categoria del “rancore” - come definita da Aldo Bonomi- Paolo Burli, segretario generale della CGIL del Trentino, per descrivere il senso di profondo disagio che caratterizza la nostra epoca. Un malessere diffuso, trasversale, alimentato certo dalla contingenza della crisi economica, ma che scava più a fondo nel tessuto della nostra società.

Secondo Burli il mondo del lavoro è un paradigma di questi mutamenti profondi: “La precarizzazione del lavoro, la polverizzazione dei luoghi di lavoro, tutto questo ha risvolti negativi nella vita delle persone: aumentano l’insicurezza e la solitudine che portano con sé un pericoloso senso di impotenza, la frustrazione e a volte la rabbia”.

Il sindacato ha un ruolo chiave nella risoluzione di questi problemi, a patto che riesca a rimodellare le forme della propria azione e le proprie categorie concettuali per cambiare il presente: “la rappresentanza, la contrattazione, l’estensione dei diritti e delle tutele attraverso un più moderno sistema di protezione sociale”, questa secondo Burli deve essere l’attività fondante del sindacato.


Burli: “La CGIL non rinuncerà alla contrattazione, ma l’accordo separato è una ferita da sanare”.

Contrattare, contrattare, contrattare: il ruolo del sindacato non può prescindere da questa sua fondamentale funzione. Nonostante l’accordo separato sulla riforma del modello contrattuale, che ha causato una profonda frattura nel mondo sindacale, la CGIL “ha vinto la tentazione di ritirarsi sull’Aventino”. Secondo Paolo Burli è stata decisiva la scelta della CGIL “di restare ai tavoli della contrattazione, cercando di smontare pezzo per pezzo l’accordo del 22 gennaio e di migliorare le condizioni salariali di milioni di lavoratrici e lavoratori”.

Ma la firma dell’accordo separato è una ferita che va sanata al più presto, prosegue Burli, per ricostruire l’unità del fronte sindacale. L’esito del congresso, che ha visto l’affermazione netta del documento di Guglielmo Epifani (..... dei voti nelle assemblee di base), ha tracciato questa linea in modo inequivocabile. “Ma non rinunceremo a presidiare le piazze: lo sciopero generale è stata la necessaria risposta ad un Governo che invece di affrontare la crisi ne minimizza la portata”.


Burli: “Crescita, produttività, sviluppo sostenibile: perseguiamo questi obiettivi mettendo al centro il lavoro”.

Paolo Burli definisce “asfittici” i tassi di crescita di Italia e Trentino degli ultimi anni: quote sempre più importanti di valore aggiunto sono state dirottate dal lavoro ai profitti e alle rendite, grazie al combinato della precarizzazione del lavoro e dell’inadeguatezza del sistema in termini di sviluppo. “Difficile a questo punto cavare il sangue dalle rape”, afferma il segretario generale della CGIl del Trentino.

La CGIL è stata la prima a sottolineare l’importanza della crescita, della produttività e degli investimenti in settori ad alto valore aggiunto. “Abbiamo declinato questi obiettivi partendo dal lavoro, dalla sua organizzazione dentro le aziende e dalla messa a frutto del capitale umano come fulcro della crescita economica del Trentino”. Su questi presupposti è nata la proposta, poi accolta dalla Giunta provinciale, di aprire tavoli di lavoro che coinvolgessero tutti gli attori sociali.

Ma questo “patto” ha bisogno di più coraggio da parte del mondo imprenditoriale, dal quale stentano ad arrivare risposte concrete. “Agli imprenditori chiediamo di essere pienamente responsabili nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori. Sostenere chi perde il lavoro è fondamentale, ma altrettanto importante è evitare la desertificazione produttiva del Trentino: pretendiamo quindi che si applichino in modo più ampio i contratti di solidarietà”.


“Insieme: questa parola è la cifra del nostro impegno”.

Insieme è il titolo che la CGIL del Trentino ha dato al suo XVII Congresso. Una parola che racchiude tutto il significato dell’impegno del sindacato nella sua azione sul territorio, una parola che assume un triplice significato.

“Insieme per noi significa prima di tutto coesione sociale”, afferma Paolo Burli. “Un impegno concreto rivolto ai soggetti più deboli: le famiglie a basso reddito, i giovani precari, le donne alle prese con le difficoltà di conciliare vita professionale e famiglia, i cittadini stranieri”.

Ma insieme ha anche un secondo significato, che riguarda il ruolo del sindacato all’interno della società. “Il sindacato non è autosufficiente. Abbiamo l’ambizione di essere parte costitutiva della comunità autonoma del Trentino: autonoma, ma tesa oltre i propri confini per creare sinergie che leghino il Trentino al resto d’Europa e al mondo”.

In ultima istanza, è lo sforzo verso l’unità sindacale a valorizzare il titolo del congresso. Burli lancia un appello non rituale alle altre sigle sindacali: “Non ci nascondiamo gli ostacoli che hanno portato alla divisione del fronte sindacale, ma le sfide che ci attendono sono troppo ardue per poterle vincere in solitudine. Un primo passo verso una futura unità potrebbe essere rappresentato da un ufficio studi comune”, propone Burli. “Anche a partire da una conoscenza condivisa dei fenomeni sociali ed economici si difende l’interesse dei lavoratori e dei pensionati della nostra provincia”.

 

18 marzo 2010

 

 

 

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