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IX Congresso provinciale FP. Carotta: “No alla privatizzazione dei servizi pubblici, per garantire equità e universalità”.

La FP critica le norme nazionali sul riordino dei servizi pubblici locali.Welfare, riforma della sanità e Comunità di valle saranno i più importanti banchi di prova della categoria. No al Brunetta in Trentino

IX Congresso provinciale FP. Carotta: “No alla privatizzazione dei servizi pubblici, per garantire equità e universalità”.

“Il neoliberismo ha determinato una mutazione genetica del sistema del servizi pubblici essenziali, con il passaggio dal sistema pubblico agli oligopoli privati. Ma gli effetti devastanti sulla qualità e i costi del servizio stanno portando molte nazioni ad un ripensamento: in Italia, al contrario, si forza verso la privatizzazione totale”. E’ chiara la denuncia del segretario uscente della Funzione Pubblica, Mirko Carotta, contro quella che viene definita “tenaglia Brunetta- Sacconi”. Solo un sistema dei servizi a gestione pubblica può garantire l’equità e l’universalità sancite dalla nostra Costituzione.

Uno welfare vero ed efficace ha un costo: per questo motivo Carotta si sofferma sul tema delle entrate e delle risorse statali, a partire dalla questione fiscale e dalla lotta all’evasione. “Chi evade le tasse non è più scaltro e più intelligente, ma è un ladro. Noi tutti ringraziamo i lavoratori dell’Agenzia delle Entrate, e li sosteniamo contro i pretestuosi attacchi di cui sono fatti oggetto”.

Non poteva non essere al centro della sua relazione il “Brunetta pensiero”: “Al governo provinciale chiediamo di togliere dall’ambito della proposta Brunetta le materie che sono di ordine contrattuale, per evitare processi di legificazione del rapporto di lavoro, e di incrementare le risorse per gli aumenti stipendiali”. Carotta rilancia inoltre una campagna unitaria con CISL e UIL affinché la controriforma contrattuale firmata Brunetta non entri nei CCPL trentini e nell’ordinamento dei dipendenti attraverso le leggi.

Sul fronte della riforma istituzionale, la FP affronta alcuni nodi irrisolti, primo fra tutti l’eccessiva polverizzazione dei Comuni trentini: “La riforma di fatto non risolve questo problema, anzi, con le Comunità di valle si rischia di creare un deterrente alle unioni dei comuni stessi”. Anche sul versante della razionalizzazione delle risorse umane si registrano preoccupazioni: “Notiamo tentativi di eludere l’accordo del giugno 2006, che prevedeva che tutti i trasferimenti di personale passassero attraverso la discussione con le OOSS. Se la nostra rete di delegati non si fosse attivata, saremmo già in presenza di trasferimenti su cui mai si è effettuato un confronto”.

Secondo Carotta, la Funzione Pubblica è una categoria in piena salute: il trend positivo degli iscritti (4.878 a fine 2009) rappresenta un segnale, pur non esaustivo, della capacità e puntualità di intervento della categoria, che deve affrontare responsabilità sempre maggiori nel mondo del lavoro pubblico e nel sistema dei servizi.

 

10 marzo 2010

 

 

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