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II congresso FLC. Bertoldi: “Per la riforma della scuola serve un progetto politico, sociale e pedagogico”

Il sindacato dei lavoratori della conoscenza critica la PAT ma rilancia con proposte concrete: mantenimento di risorse e livelli occupazionali, formazione del personale docente, biennio unitario

II congresso FLC. Bertoldi: “Per la riforma della scuola serve un progetto politico, sociale e pedagogico”

La FLC è la “casa comune della conoscenza”, spazio unitario per tutti i lavoratori che operano nei settori pubblici e privati della conoscenza, dalle scuole materne agli istituti di ricerca. Un sindacato che vede crescere la sua presenza nel mondo del lavoro, con un costante aumento degli iscritti, dai 1.598 del 2006 ai 1.708 attuali.

La segretaria generale uscente, Gloria Bertoldi, ha aperto i lavori del II congresso provinciale ringraziando tutte le iscritte e gli iscritti che hanno permesso l’organizzazione di più di 70 assemblee, permettendo la partecipazione attiva della base.

Nella sua relazione Gloria Bertoldi ha toccato i vari ambiti su cui è impegnata la FLC. Importante il potenziamento dell’intervento nelle scuole dell’infanzia: “Dopo la mobilitazione dell’autunno 2006 contro gli anticipi, del tutto ingiustificati sotto il profilo pedagogico, il nostro lavoro non si è fermato: siamo riusciti così a far congelare la sperimentazione dal 2010/2011, riaprendo il confronto con le organizzazioni sindacali e gli altri soggetti coinvolti”. In questo settore, il sindacato dovrà inoltre riorganizzare il suo intervento alla luce delle profonde modifiche nel sistema provinciale, non più duale dopo la nascita di due nuovi enti gestori (Co.E.Si. e Asif).

Inevitabile che buona parte dell’intervento sia destinata alla situazione del mondo della scuola, segnato dalla recente riforma della scuola superiore. “C’è bisogno di una vera riforma, ma per una vera riforma serve un progetto politico, sociale e pedagogico all’altezza”, afferma Bertoldi. La FLC ha una precisa idea di scuola, che prevede un biennio unitario in tutti gli ordini di scuola, il rafforzamento di competenze per una cittadinanza attiva europea, l’universalità delle possibilità reali di accesso ad una scuola di qualità.

Criticando aspramente il metodo usato dai vertici provinciali nel gestire la partita, la segretaria uscente rilancia con alcune richieste concrete: impegno a non sottrarre risorse e a non ridurre l’occupazione; potenziamento della formazione del personale docente; centralità della didattica laboratoriale. “Vogliamo affrontare tutti gli aspetti della riforma, non solo quelli squisitamente contrattuali, a partire dai piani di studio dei nuovi istituti tecnici: dobbiamo mantenere l’offerta formativa degli istituti professionali”. La FLC ribadisce inoltre la necessità di un riequilibrio tra formazione professionale provinciale e paritaria, caratterizzata ora da una sproporzione a favore di quest’ultima.

Al centro del dibattito congressuale anche la recente delega alla PAT delle funzioni statali relative all’Università e al conseguente nuovo assetto dell’ateneo trentino. Secondo Bertoldi “è necessaria una riflessione sul rapporto Università- territorio, sulle competenze Stato- Provincia, sull’unitarietà nazionale del sistema universitario. Vanno garantite l’autonomia didattica e di ricerca”.

7 marzo 2010

 

 

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