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VII congresso FISAC. Vicentini: “Servono banche di territorio, con autonomia gestionale”.

Il segretario Romano Vicentini sottolinea l’assenza di una banca indipendente ed autonoma con sede a Trento: tardivo il ripensamento del potere politico sulla cessione di Caritro.

VII congresso FISAC. Vicentini: “Servono banche di territorio, con autonomia gestionale”. Si è svolto oggi il VII Congresso provinciale della FISAC- CGIL del Trentino, categoria che organizza i lavoratori addetti alle attività creditizie, finanziarie, parabancarie, assicurative, di esazione imposte, della Banca d'Italia, della Vigilanza (Consob, Isvap): per numero di iscritti, la FISAC è il secondo sindacato in provincia, dopo gli autonomia della Fabi, grazie ad un lungo percorso di consolidamento organizzativo e di radicamento territoriale.

La relazione del segretario Romano Vicentini ha dato ampio spazio alla situazione locale del settore del credito: “Un elemento caratterizza il mercato del credito Trentino: una forte presenza di banche di Credito Cooperativo, di reti di sportelli di banche medie (Sparkasse e CR Bolzano) e di grandi gruppi (Intesa e Unicredito) ma l'assenza di una banca regionale o provinciale indipendente ed autonoma con sede a Trento”. Situazione che, secondo il segretario della FISAC, pone due ordini di problemi. “Il primo riguarda il momento contingente della crisi, in quanto sarebbe più facile coordinare e gestire gli interventi delle banche se ci fossero Istituti di Credito, oltre alle Casse Rurali, con strutture decisionali in provincia. Se ne è accorto il potere politico che ha fatto -tardivamente- mea culpa riguardo alla cessione della Caritro e se ne sono accorte le grandi banche nazionali che cercano di colmare questo deficit cercando di decentrare le proprie strutture decisionali.” Il secondo problema è di natura occupazionale. “L'assenza di una direzione generale di banca con sede in Trentino significa meno posti di lavoro e meno possibilità di percorsi di carriera per i lavoratori delle banche”, afferma Vicentini.

Un discorso particolare lo meritano le casse rurali, vera struttura portante della rete di sportelli bancari del Trentino, che con la loro distribuzione capillare permette la diffusione dei servizi bancari in tutte le località. Elemento positivo per i cittadini del Trentino, che però ha dei costi economici che inevitabilmente pesano sui bilanci delle Casse. “Qui il discorso si fa complesso” sostiene Vicentini. “Sarebbe semplice risparmiare accelerando sul fronte delle fusioni e degli accorpamenti tra Casse. Però bisogna considerare che è proprio il radicamento sul territorio l'elemento vincente di questo tipo di banca”.

La responsabile per il credito cooperativo Rosaria Sarpedone ha delineato un quadro impietoso della situazione occupazione femminile nel settore. “Un dato su tutti riguarda le progressioni di carriera: ci sono solo due donne dirigente su 74, e le donne rappresentano appena il 15% dei quadri direttivi, concentrati per altro sui due livelli più bassi. Tasto dolente anche le opportunità di conciliazione tempo di vita-tempo di lavoro: la rigidità organizzativa non permette una maggiore flessibilità nei tempi di lavoro che possa evitare l’inconciliabilità tra necessità familiari e sviluppi positivi di carriera in azienda”.

Vicentini nella sua relazione tocca anche il settore assicurativo, che ha risentito pesantemente della crisi finanziaria in atto. “Trasferimenti e accorpamenti di Agenzia, riduzioni di orario, part- time “imposto”, mancate conferme di contratti a termine. Tra l'altro dispiace sottolineare come, in questo ambito, i datori di lavoro abbiano dimostrato in più di una occasione scarsissima sensibilità verso le dipendenti delle loro Agenzie ma, cosa ancor più grave, una carente conoscenza delle leggi e dei contratti di lavoro, proponendo “soluzioni” che spesso non rispettavano neppure i minimi dettami delle norme e dei contratti”.

3 marzo 2010

 

 

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