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XVII congresso FILLEA. Zabbeni: “Basta con i piccoli appalti: la PAT favorisca le aggregazioni di impresa”.

I settori dell’edilizia, del legno e del porfido sono stati tra i più colpiti dalla crisi economica. Riorganizzazione delle imprese, investimenti tecnologici, qualità del lavoro. Queste le priorità

XVII congresso FILLEA. Zabbeni: “Basta con i piccoli appalti: la PAT favorisca le aggregazioni di impresa”.  

Alla fine di un percorso segnato da ben 147 assemblee congressuali di base svolte nei luoghi di lavoro, la FILLEA del Trentino ha svolto oggi il suo congresso provinciale. Alla sala convegni dell’Hotel Adige di Mattarello si sono riuniti i 90 delegati in rappresentanza dei 5.907 iscritti, provenienti da tutti i settori seguiti dalla categoria: edilizia, lapidei - porfido, legno, cemento.

Nella relazione del segretario uscente, Maurizio Zabbeni, ampio spazio è stato dato alla crisi economica che ha investito in modo gravissimo i settori di riferimento. Nonostante gli importanti interventi messi in campo dalla PAT, i dati della crisi sono però preoccupanti. Nel settore edile i dati forniti dalla Cassa Edile di Trento evidenziano un trend negativo iniziato nel quarto trimestre 2008 e proseguito per tutto il 2009. A fine 2007 risultavano iscritti in Cassa Edile 17.750 lavoratori, rispetto ai 16.911 del 2008 ed i 15.657 del 2009. Sono stati persi circa 2.000 lavoratori attivi, 1.254 nel solo 2009. Gli iscritti disoccupati presso i Centri per l’impiego Provinciali per il settore delle costruzioni, ottobre 2009 su ottobre 2008, sono aumentati del 35,8%. Le iscrizioni alle liste di mobilità degli stessi della Provincia di Trento nel 2009 sono aumentate del 330% rispetto al 2007, del 169% rispetto al 2008. “Il settore del Porfido merita uno spazio a sé. Calano fatturato, -15% nel 2008, e numero degli addetti” ricorda Zabbeni. “Dall’inizio della crisi, quarto trimestre 2008 dicembre 2010, sono stati persi circa 200 posti di lavoro”.

La FILLEA del Trentino punta il dito contro la destrutturazione del sistema. Proliferare di micro imprese, di partite IVA fittizie, una filiera produttiva sempre più precaria e frammentata: il settore dell’ edilizia trentina consta di 2600 aziende con una media operai di 6,5. Zabbeni si rivolge alle parti datoriali e agli assessorati competenti: “E’ nell’interesse di tutti mettere un argine a questa deriva organizzativa e normativa, facendoci portatori di istanze e rivendicazioni che puntino invece alla ristrutturazione della filiera produttiva, alla regolarità del lavoro ricostruendo il filo spezzato della responsabilità, alla ricerca di innovazione di prodotto e di processo”.

Per ricostruire un sistema competitivo ed efficiente, e per uscire dalla logica degli interventi anticongiunturali, è necessario incentivare aziende e settori innovativi e favorire le aggregazioni. Zabbeni in merito usa parole chiare: “Dico no all’unica politica dei piccoli cantieri per favorire le aziende trentine, dico si ad incentivi all’ aggregazione anche temporanea di aziende che in questo modo possano strutturarsi, superando il gap del limite dimensionale per essere da un lato più competitive anche fuori provincia, e dall’ altro per contrastare il fenomeno della frammentazione del settore”.

Il tema del lavoro nero non poteva non essere affrontato da chi fa sindacato in uno dei settori più coinvolti da questo fenomeno. Se la media è del 20%, nei cantieri edili i controlli dell’ ultimo triennio hanno trovato lavoratori completamente in nero nel 35% dei casi. “Se a questa aggiungiamo altre irregolarità di vario genere si arriva ad un 45%. Solo maggiori controlli potranno garantire da un lato una regolare competizione tra le aziende, e dall’ altro la sicurezza dei lavoratori ed il rispetto della loro salute”, aggiunge il segretario.

I rapporti locali con ANCE ed Associazione degli Artigiani e delle Piccole Imprese vivono una fase molto delicata. L’EET (elemento economico territoriale) del settore dell’edilizia per il 2010 non è stato firmato. Addirittura si prospetta la possibilità di arrivare alla firma di due accordi profondamente diversi. Zabbeni lancia un appello: “Cerchiamo un’intesa che ci porti a non disperdere quel valore aggiunto che c’è nell’avere un contratto integrativo unico. Sarebbe una sconfitta per tutti: non si facciano azioni unilaterali pericolose”.

Un inevitabile richiamo, nel giorno dello sciopero dei migranti, è stato fatto alla difesa dei lavoratori stranieri. Il settore è caratterizzato come pochi altri dal fenomeno dell’utilizzo di manodopera straniera: il 30% dei lavoratori iscritti in Cassa Edile di Trento è migrante. La FILLEA contesta il combinato contratto di lavoro – permesso di soggiorno, previsto dalla legge Bossi- Fini. “La crisi questi lavoratori la pagano due volte”, ha affermato il segretario uscente. ”Una perché perdono il posto di lavoro, la seconda perché questa circostanza li fa scivolare verso una condizione di clandestinità”.

Durante i lavori del congresso è stato proiettato il documentario di Mattia Pelli “Manon 1954. Quando i morti si contavano al chilometro”, che raccoglie le testimonianze di Rino Battisti, sindacalista della FILLEA – CGIL del Trentino, scomparso da un anno, al quale è stato tributato un sentito applauso.

1 marzo 2010

 

 

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