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XXVI Congresso FIOM. Grasselli: “Non disperdiamo il capitale umano: contro la crisi, applichiamo i contratti di solidarietà”.

Al centro del dibattito la vertenza sul contratto nazionale, il potenziamento delle politiche attive per il lavoro, l’applicazione dei contratti di solidarietà, le politiche industriali.

XXVI Congresso FIOM. Grasselli: “Non disperdiamo il capitale umano: contro la crisi, applichiamo i contratti di solidarietà”.

Inizia con parole di speranza la relazione del segretario della FIOM del Trentino, Roberto Grasselli: “In Trentino hanno votato, nelle 100 assemblee di base, più di 1.000 iscritti al sindacato: tutto questo pur in presenza di una crisi devastante per il nostro settore, che ci ha costretti a far saltare molte assemblee a causa di chiusure per cassa o con platee decimate”.

La FIOM, a livello nazionale, vive una situazione di grande difficoltà nelle relazioni sindacali: a seguito della disdetta del contratto nazionale da parte di FIM e UILM e della firma di un contratto separato, l’unità sindacale che aveva caratterizzato gli ultimi anni è saltata. Un grave strappo, che colpisce non solo la FIOM ma l’intero sistema di regole basato sulla condivisione dei principi della democrazia rappresentativa e della democrazia diretta.

In Trentino l’unità sindacale è necessaria per uscire dalla crisi in modo qualificato, con un processo di riforme organiche che diano nuova linfa al sistema produttivo e al modello di welfare. Grasselli individua tre assi su cui concentrare l’iniziativa politica e sindacale: difesa del capitale umano; potenziamento delle politiche attive per il lavoro; selettività e qualità delle politiche pubbliche di investimento nel settore industriale.

“Difendere il capitale umano è decisivo per la ripresa”, afferma Grasselli. “Bisogna evitare un’emorragia di posti di lavoro e la dispersione di professionalità e competenze: i contratti di solidarietà sono uno strumento indispensabile per fronteggiare questa recessione, e devono essere applicati ovunque le imprese affrontino periodi di cali produttivi”.

Secondo, fondamentale settore di intervento è una riforma organica delle politiche per il lavoro: non solo estensione e potenziamento degli ammortizzatori sociali, sfruttando l’opportunità offerta dalla delega in materia alla PAT, ma sviluppo delle politiche attive “come mezzo per la crescita sia delle professionalità individuali che dell’intero sistema produttivo”. In questo senso, la FIOM individua nell’Agenzia del Lavoro il luogo ideale per affrontare congiuntamente i grandi temi della qualità del lavoro e della produttività. “E’ tempo di qualificare le funzioni di questo importante ente trilaterale”, sostiene il segretario dei metalmeccanici trentini. “Non solo centro studi o ente di gestione burocratica, ma erogatore di servizi per tutti i lavoratori che hanno perso il posto o che sono sospesi: percorsi formativi, servizi di orientamento qualificati, accompagnamento individualizzato alla ricerca del lavoro”.

Un ulteriore fronte di azione riguarda le politiche industriali. “La FIOM ritiene prioritario, in questa congiuntura, che le politiche pubbliche di investimento si concentrino da un lato sulle infrastrutture materiali e immateriali per lo sviluppo, dall’altro sulla selettività degli incentivi alle imprese”. Le risorse vanno meglio orientate, favorendo i processi di sviluppo e quelle imprese che garantiscono buona e stabile occupazione.

A seguito degli interventi dei rappresentanti di FIM e UILM, del consigliere provinciale Bruno Dorigatti e del segretario provinciale della FILCAMS Ezio Casagrande, ha partecipato al dibattito l’assessore provinciale all’industria Alessandro Olivi. “La crisi sta mettendo a dura prova l’economia trentina, e non c’è ancora una ripresa di sistema. Ma anche grazie al grande senso di responsabilità del sindacato siamo riusciti a mettere in campo importanti interventi di tutela dei lavoratori e di difesa del sistema produttivo”. Davanti alla platea dei metalmeccanici, l’assessore ha difeso la necessità di un Trentino plurale da un punto di vista economico e produttivo: “Vi invito a diffidare di chi propone la monodirezionalità di prodotto. Noi dobbiamo aiutare tutte le imprese che fanno innovazione”. Dichiarazioni fatte proprie anche da Franco Ianeselli della segreteria provinciale CGIL del Trentino, il quale ha inoltre sottolineato l’importanza di una riqualificazione del ruolo del sindacato nella concertazione, anche alla luce della riforma istituzionale e della costituzione delle comunità di valle

2 marzo 2010

 

 

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