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5 febbraio, sciopero per la Giustizia anche in Trentino

Fp Cgil. Uil Pa e Flp protestano contro l'ipotesi di contratto integrativo e contro il taglio del personale. In Trentino mancherà il 40% del personale, mentre i carichi di lavoro sono triplicati

5 febbraio, sciopero per la Giustizia anche in Trentino Entro cinque anni, nei Tribunali del Trentino mancheranno all'appello circa 140 impiegati sui 350 previsti in pianta organica nel 2001. Lo denunciano i sindacati del personale dell'amministrazione giudiziaria, Fp Cgil, Uil Pa e Flp, che per venerdì prossimo annunciano uno sciopero del personale dell'amministrazione giudiziaria con sit in sotto il palazzo di Giustizia di Trento e sotto il palazzo del Governo.

La mobilitazione, proclamata a livello nazionale dalla tre sigle sindacali, nasce dalla contestazione dei provvedimenti del Governo, a partire dal decreto legge 112/2008, la prima legge finanziaria Tremonti, e dal decreto legislativo 150/2009, il cosiddetto decreto Brunetta, che sottraggono risorse e personale al comparto e limitano la contrattazione penalizzando i pubblici dipendenti.

Negli ultimi mesi a ciò si è aggiunto un contratto integrativo nazionale, siglato dall'amministrazione giudiziaria solo con la minoranza delle organizzazioni sindacali. Anziché cercare un consenso largo – denunciano Fp Cgil, Uil Pa e Flp - s’è scelta un’altra strada, sovvertendo i principi democratici e di rappresentanza della contrattazione nel pubblico impiego, ove è prevista una rappresentatività almeno del 51% .

Con lo sciopero di venerdì i sindacati vogliono denunciare un costante taglio delle risorse alla Giustizia. Nel distretto di Trento la carenza di personale è vertiginosa: i pensionamenti previsti nel prossimo quinquennio si stimano in circa 80 unità. E in virtù del perdurare del blocco del turn-over, le sostituzioni del personale collocato in pensione seguirà il rapporto di uno a dieci. In pratica 80 lavoratori in uscita e solo 8 in entrata.

Contemporaneamente si procede con i tagli della pianta organica, al solo scopo di nascondere le carenze. All'amministrazione giudiziaria in Trentino il piano di riorganizzazione voluto dal Governo costerà una differenza complessiva di personale pari a 70 unità: nel 2001 infatti la pianta organica teorica era di 350 lavoratori contro i 280 previsti dalla riorganizzazione.

Con le nuove dotazioni organiche, in provincia sono state cancellate ben 39 posizioni fondamentali come Cancellieri e Ufficiali Giudiziari! Nello specifico, sono stati tagliati 6 cancellieri C3 su 11 (54%); 18 cancellieri C2 su 34 (52%) e 6 Ufficiali Giudiziari C2 su 6 (100%), oltre a 9 professionalità varie della posizione economica B3 su 45 (20%). Nella sola Procura della Repubblica i Cancellieri diminuiscono di ben 8 unità. La logica è quella del puro risparmio, non quella della funzionalità e dell’efficienza! Alla Cancelleria Civile del Tribunale di Trento, a fronte di carichi di lavoro praticamente triplicati dal 2001 al 2008 – dai 1767 fascicoli sopravvenuti nel 2001 ai 4730 nel 2008 – è corrisposto il dimezzamento del personale applicato.

Se a ciò si somma la mancata sostituzione del personale che andrà in pensione, i tagli all'amministrazione giudiziaria in Trentino raggiungeranno nei prossimi anni il 40 percento del personale previsto in pianta organica nel 2001.

Intanto l’ipotesi di Contratto Integrativo – siglato dopo oltre dieci anni di attesa – va in direzione contraria alle aspettative. L’ipotesi in discussione mortifica le professionalità, le dequalifica, in alcuni casi le cancella, non dà alcuna garanzia per la vera riqualificazione del personale poiché non è previsto alcuno stanziamento per il passaggio tra le aree.

In ossequio ad un taglio generalizzato si consolida un quadro in cui, in quest'Amministrazione, sono le professionalità medio-basse, quando ci sono, ad assumere su di sé sempre nuove competenze e carichi di lavoro, mentre i pochi Cancellieri e Ufficiali Giudiziari superstiti assorbono sempre nuovi Uffici e responsabilità. A ciò si aggiunga il D. Lgs. cd Brunetta, che si contraddistingue unicamente per i contenuti punitivi, non intervenendo in alcun modo sul miglioramento effettivo dei servizi.

Le organizzazioni sindacali ribadiscono il proprio costante impegno nell'avanzare proposte concretamente percorribili per rendere davvero efficiente la Giustizia a favore dei cittadini. Il 6 ottobre scorso si è tenuta la giornata nazionale della giustizia, durante la quale i rappresentanti delle magistrature, dell’avvocatura, dei dirigenti e del personale amministrativo, hanno abbondantemente sviscerato le varie questioni che stanno alla base della crisi del sistema, fornendo dati, analizzando cause ed avanzando proposte, culminate nel “Patto per la Giustizia e per i cittadini” siglato a Roma lo scorso 10 luglio, e qui a Trento il 29 ottobre. A queste proposte però non è seguita una concreta apertura di credito da parte del Governo.

Con lo sciopero di venerdì anche le lavoratrici e i lavoratori dell'amministrazione giudiziaria in Trentino sosterranno la richiesta di maggiori risorse alla Giustizia e di percorsi di riqualificazione per il personale, rispedendo al mittente la politica di tagli del Ministero della Giustizia, che ha contribuito allo sfascio gli uffici giudiziari, privi di mezzi ed investimenti indispensabili ad attuare le continue riforme, a dimostrazione che si marcia in direzione opposta a quello che viene propagandato con la politica del “processo breve”.

Lo sciopero è indetto per l’intera giornata di venerdì 5 febbraio. Alle ore 7.30 sit–in davanti al Palazzo di Giustizia di Trento. Alle ore 10.00 corteo sino al Commissariato del Governo di Trento per la consegna della petizione che spiega le ragioni dello sciopero



2 febbraio 2010

 

 

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