NEWS

Tariffe Rsa. Cgil Cisl Uil: “Un tetto agli aumenti e raccordo col tavolo tariffe”

Le confederazioni chiedono all'assessore Rossi un accordo sulle relazioni sindacali dopo gli strappi sulle case di riposo e sulla riforma della sanità. Le prime aperture dell'assessore.

Tariffe Rsa. Cgil Cisl Uil: “Un tetto agli aumenti e raccordo col tavolo tariffe” Un tetto agli aumenti tariffari per le rette delle case di riposo, il raccordo con il tavolo provinciale per le tariffe, l'utilizzo del Fondo di riequilibrio previsto dall'accordo assessorato-Upipa per abbattere gli incrementi tariffari alla Rsa di San Bartolomeo e un protocollo di intesa sulle relazioni sindacali dopo gli strappi sulle tariffe alberghiere delle case di riposo e la mancata concertazione sul disegno di legge di riforma della sanità in Trentino.

Sono state queste le richieste avanzate oggi da Cgil Cisl e Uil del Trentino all'assessore provinciale alla salute Ugo Rossi. L'incontro era stato richiesto dalle organizzazioni sindacali dopo la firma di un'intesa tra l'assessorato e l'Upipa per il quale, a differenza degli scorsi anni, non era stata attivata la concertazione e che aveva garantito alle Rsa, enti autonomi in tutto e per tutto dopo la riforma regionale in materia, la possibilità di aumentare le tariffe senza rispettare alcun tetto.

«All'assessore Rossi – spiegano Claudia Loro (Cgil), Lorenzo Pomini (Cgil) e Walter Alotti (Uil) – abbiamo espresso il nostro sconcerto per il mancato coinvolgimento, come sempre avvenuto negli ultimi anni, sulla determinazione delle linee di indirizzo in materia di rette alberghiere delle case di riposo. All'assessore abbiamo formalmente chiesto venga fissato un tetto agli aumenti, pari all'inflazione programmata, per evitare di caricare eccessivamente le famiglie degli oneri delle rsa. Inoltre abbiamo ribadito la necessità che le politiche di compartecipazione alle spese di gestione delle case di riposo si raccordino effettivamente con il tavolo provinciale sulle tariffe che è stato istituito in questi mesi, proprio nell'ottica di un miglior coordinamento e di una progressiva omegenizzazione».

Per quel che riguarda invece la soluzione del problema della casa di riposo di San Bartolameo a Trento, che ha annunciato incrementi delle rette nell'ordine del 10 – 12 percento per i prossimi due anni, Cgil Cisl Uil avanzano una nuova proposta. «Riteniamo inaccettabili e ingiustificati – premettono Loro, Pomini e Alotti – aumenti così ingenti che si tradurrebbero in media in un aggravio per le tasche delle famiglie nell'ordine dei 1.600 – 1.700 euro annui, un'enormità. Per risolvere questo nodo, abbiamo chiesto alla Provincia di utilizzare il fondo di riequilibrio, previsto dall'accordo assessorato-Upipa». Sebbene il fondo sia stato istituito per far fronte a spese una tantum, per le organizzazioni sindacali non c'è altra via di uscita per garantire alle famiglie degli utenti della rsa cittadina rette meno onerose di quelle previste e all'ente di far fronte a nuovi costi che non sono imputabili ad un effettivo miglioramento del servizio, ma solo ad una cattiva organizzazione della struttura residenziale. Su questo punto l'assessore Rossi ha annunciato di voler approfondire la questione con gli uffici, aprendo però alla proposta sindacale, nell'ottica di graduare gli aumenti nei casi di incrementi significativi delle rette.

Per i sindacati infine è necessario che l'assessorato riattivi il meccanismo della concertazione., dopoché sia sul versante delle rette, che su quello della riforma della sanità provinciale, l'assessore Rossi ha mancato di coinvolgere le organizzazioni sindacali come avveniva in passato. «Riteniamo – ribadiscono Loro, Pomini e Alotti – che, anche in vista del passaggio di alcune competenze in materia sociale alle comunità di valle, sia necessario definire in un protocollo d'intesa le modalità in cui si deve attivare la concertazione. La consultazione dei sindacati sul sistema sanitario e del welfare locale deve avvenire attraverso regole ed impegni certi». Anche su questo punto l'assessore alla salute ha aperto alle richieste sindacali. «Rossi – concludono i sindacalisti – ha garantito che all'interno del tavolo sulla qualità sociale, previsto dal protocollo d'intesa dello scorso dicembre, verranno concertate le politiche di intervento per quel che riguarda i servizi alla non autosufficienza».


8 febbraio 2010

 

 

TORNA SU