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Lega e lavoratori islam. Cgil: "Da licenziare sono i consiglieri del Carroccio"

La Lega Nord chiede la sospensione dell'appalto per le pulizie della sede dei gruppi consiliari provinciali perché vi lavorerebbero persone di fede musulmana. El Barji: “Dalla Lega solo razzismo. Solidarietà ai lavoratori”

Lega e lavoratori islam. Cgil:

 «Quello della Lega Nord è razzismo bello e buono. Non si può contestare a delle lavoratrici e dei lavoratori, quasi fosse un reato, il fatto di professare una fede e per questo chiederne il licenziamento. Si violano infatti i principi basilari della Carta dei diritti dell'uomo e della Costituzione italiana. Quelli da licenziare, per assenza di senso civico e per ignoranza delle leggi, sarebbero invece proprio i consiglieri provinciali della Lega Nord».

Con queste parole Assou El Barji, responsabile del coordinamento lavoratori immigrati della Cgil del Trentino, condanna la presa di posizione del gruppo del Carroccio che, in una lettera al presidente del Consiglio Provinciale di Trento, avrebbe chiesto di interrompere l'appalto di servizi in atto con un'azienda di pulizie perché questa impiegherebbe personale di religione musulmana.

«A parte le battute, – prosegue El Barji – è davvero grave che rappresentanti politici della nostra comunità continuino a praticare forme di razzismo in palese violazione di tutte le norme di legge. La nostra Costituzione è chiara in materia di uguaglianza. L'articolo 3 stabilisce infatti che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Chiedere il licenziamento di qualcuno solo perché si pensa professi una religione diversa dalla propria è un atto di ributtante inciviltà, ancora più grave se a commetterlo è un rappresentante delle istituzioni democratiche, nate allo scopo di tutelare i diritti inalienabili ed eliminare le discriminazioni di ogni tipo. Alle lavoratrici e ai lavoratori della ditta di pulizie, accusati pregiudizialmente di comportamenti illegali di cui non si sono neppure lontanamente macchiati, va tutta la nostra solidarietà».

«Confidiamo – conclude il sindacalista della Cgil del Trentino - che il presidente del Consiglio Provinciale, Giovanni Kessler, rispedisca al mittente la richiesta del gruppo del Carroccio, ricordando ai consiglieri della Lega che tra i diritti fondamentali delle donne e degli uomini c'è anche quello di poter professare la propria fede senza per questo essere discriminati, senza perdere il proprio lavoro e senza veder infangata la propria dignità di persona e di lavoratore».

7 gennaio 2010

 

 

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