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2 dicembre, il giorno dei metalmeccanci: 150 mila a Roma per il contratto

In Trentino ha scioperato l'80% degli operai

2 dicembre, il giorno dei metalmeccanci: 150 mila a Roma per il contratto
Adesioni allo sciopero oltre l'80% in tutta Italia, e 150 mila a manifestare a Roma (ne erano attesi 100 mila). I metalmeccanici sono tornati a farsi sentire. Con un solo obiettivo: chiudere il contratto entro la fine dell'anno. Sono arrivati nella capitale con mille pullman e 15 treni speciali. Hanno raggiunto piazza San Giovanni in tre cortei diversi e coloratissimi, facendo sentire la propria voce con canti e slogan. Ma s'è ascoltata anche musica tipica dei luoghi di provenienza, con sottofondo di fisarmoniche e tamburi. C'era anche chi portava uno scheletro con appeso un cartello con su scritto ''Metalmeccanici ridotti all'osso''. Tanto per chiarire il concetto a Federmeccanica. Poi c'erano i ragazzi di Locri, venuti con le loro magliette (su cui c'è scritto "adesso ammazzateci tutti") a testimoniare la battaglia per la legalità e la democrazia in Calabria, e a solidarizzare col mondo del lavoro. Presente anche una rappresentanza dei lavoratori della Val Susa. 'Spero che sia l'ultima prova di forza. Ma non esiste l'accordo a ogni costo. Quindi non è detto che sia l'ultima'. L'ha detto durante il corteo il segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini. Rinaldini ha ribadito che non è disponibile a un accordo sui 70-80 euro (la richiesta è di 105 euro medi lordi, oltre a 25 per chi non fa contrattazione aziendale). E non è neppure all'ordine del giorno, per il leader Fiom, uno scambio tra salario e flessibilità: 'Non è possibile - ha spiegato Rinaldini - che per qualche euro in più si modifichi l'orario di lavoro'. In una piazza San Giovanni gremita si sono succeduti i comizi dei leader sindacali. Ha chiuso Guglielmo Epifani, chiedendo a Federmeccanica di rimuovere le proposte fatte per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici e di formularne di nuove. 'Ora basta - ha detto il segretario generale della Cgil, rivolgendosi direttamente alle imprese dal palco di piazza San Giovanni - non si tiri la corda. Il tempo per rinnovare il contratto è ora, entro la fine dell'anno, come hanno fatto altri settori negli ultimi mesi. Si chiuda bene. Dico no a scambi impropri. Non si perda l'ennesima occasione'. Epifani ha criticato la scarsa informazione sul rinnovo contrattuale dato da quotidiani e televisioni: "I metalmeccanici non chiedono solo il contratto ma anche dignità, rispetto, rappresentatività e visibilità sociale. I giornali e le televisioni parlano poco di questa vertenza e di tutte le altre. Parlano poco e male del lavoro, e troppo di finanza e di Opa. Si vuole far credere che reddito e lavoro lo producono istituzione ed entità astratte, il mercato soprattutto. Invece no, anche con le nuove tecnologie, anche con la globalizzazione il lavoro è centrale e insostituibile. Se ne prenda atto, si corregga il tiro e sia dia un'informazione più reale". "Un milione e mezzo di metalmeccanici sono in lotta per il contratto - ha detto ancora Epifani .-, sono gli unici tra i privati in queste condizioni. Producono, faticano, si formano, perdono il lavoro per mille euro al mese. E ne chiedono 105 per stare al passo con l'inflazione che per loro è di più di quella ufficiale". Il messaggio conclusivo della manifestazione è stato affidato ai ragazzi di Locri. "Noi ci siamo", ha urlato dal palco uno di loro, "vogliamo entrare a far parte dell'Italia". "Chiediamo una forte presenza dello Stato, leggi per fermare la mafia, una politica di sviluppo del Mezzogiorno e un impulso forte al turismo, ma anche infrastrutture e grandi opere". Le trattative sul rinnovo del biennio economico vanno avanti dal febbraio di quest'anno, con Fim, Fiom e Uilm a chiedere un aumento di 105 euro (più 25 per i lavoratori che non hanno la contrattazione integrativa), mentre l'offerta degli industriali è ferma a 70 euro. La settimana prossima, il 6 dicembre, il negoziato ripartirà. Il nodo della vertenza con Federmeccanica non è solo salariale. Ci sono anche questioni normative, come si dice in gergo contrattuale, delicatissime. Che implicano i temi dell'accesso e della flessibilità, su tutto l'applicazione della legge 30 sul mercato del lavoro. Come spiega il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini, in un'intervista, "mentre al tavolo sull’apprendistato il confronto sta procedendo anche con verifiche tecniche, sul versante mercato del lavoro la posizione di Federmeccanica allo stato attuale non è di grande disponibilità se non nel ribadire le posizioni note rispetto alla legge 30, mentre sulla flessibilità sono state avanzate una serie di esigenze, dagli straordinari al ruolo delle Rsu, che non sono praticabili nei modi in cui gli imprenditori le pongono". (www.rassegna.it)

 

 

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