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Acciaierie Borgo. Bernardi (Fiom): “Tutelare la salute e difendere il lavoro, obiettivi conciliabili”

Per la Fiom chi avesse messo a rischio la salute di cittadini ed operai, dovrà pagarne le conseguenze. Bernardi: “Non si fanno sconti a chi gioca con la salute delle persone”.

Acciaierie Borgo. Bernardi (Fiom): “Tutelare la salute e difendere il lavoro, obiettivi conciliabili” «Tutelare la salute pubblica e difendere i posti di lavoro in Bassa Valsugana non sono obiettivi inconciliabili. Va chiarito pertanto che non è possibile, né ammesso a nessuno mettere in contrapposizione questi due principi. Perciò, se da un lato va affermato che la tutela della salute è un bene assoluto ed irrinunciabile, questo vale e deve valere non solo per i cittadini ma anche per i lavoratori che in acciaieria operano e del loro lavoro hanno fatto strumento di inserimento ed emancipazione sociale».

Sono queste le parole di Mariano Bernardi, funzionario della Fiom Cgil del Trentino, a commento dell'incontro pubblico di ieri sera promosso dall'amministrazione comunale di Borgo Valsugana per discutere con la cittadinanza quanto emerso in questi giorni dall'inchiesta della Procura della Repubblica di Trento su possibili violazioni delle normative ambientali nello stabilimento delle Acciaierie Valsugana.

 

 

«Alcune contestazioni – ricorda Bernardi, a proposito di alcuni eccessi polemici durante l'assemblea di ieri - rivolte ad un lavoratore dell'indotto che chiedeva maggiore chiarezza circa il futuro dell'attività sono state intolleranti e discriminatorie. Bene quindi ha fatto l sindaco di Borgo, Fabio Dalledonne, a ribadire che la politica locale deve avere a cuore la tutela di ambiente e salute, ma anche quella dell'occupazione in una valle che negli scorsi mesi ha già perso molti posti di lavoro. Ogni soluzione futura alla questione acciaieria deve fondarsi su questo principio»

Per la Fiom resta prioritario garantire, all'interno di ogni attività produttiva, la salute e la sicurezza dei lavoratori e di tutti gli abitanti che convivono con la presenza di attività industriali. «Se la magistratura – aggiunge Bernardi a questo proposito - appurerà che la gestione della produzione all'interno delle Acciaierie Valsugana non è stata improntata al rispetto delle norme di legge e non ha garantito adeguati livelli di sicurezza per gli operai e l'ambiente, chi ne verrà riconosciuto responsabile dovrà pagarne direttamente le conseguenze. Non si possono fare sconti a chi gioca con la salute delle persone».

«Noi continuiamo a sostenere – conclude il funzionario della Fiom del Trentino - che la presenza di impianti industriali sia compatibile con la difesa di un ambiente salubre. Le norme e i vincoli in materia di salute pubblica servono proprio a questo. Ora in Trentino servono però maggiori controlli, potenziando le agenzie ispettive, per prima l'Appa. Non è possibile che 120 operai e migliaia di abitanti vivano con l'incubo di una possibile contaminazione da diossina. Se l'inquinamento fosse confermato, chiediamo che tutte le lavoratrici e i lavoratori vengano sottoposti a visite mediche specialistiche e che sulla popolazione di Borgo sia effettuata un'indagine epidemiologica seria».

10 dicembre 2009

 

 

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