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Protocollo d'intesa fra Provincia e forze economiche e sociali

Il documento si accompagna al nuovo Psp e al Bilancio 2010 e pone al centro il "capitale territoriale".

Protocollo d'intesa fra Provincia e forze economiche e sociali

E' un Protocollo d'intesa centrato sui punti di forza ma anche sulle criticità del sistema-Trentino quello siglato oggi dal presidente della Provincia autonoma Lorenzo Dellai con le realtà economiche e sociali, al termine della fase di consultazione apertasi qualche settimana or sono.

 

Contestualmente all'adozione della manovra di Bilancio da parte della Giunta provinciale, la Provincia sottoscrive dunque con le forze produttive, i sindacati, i rappresentanti del Tavolo verde e il Coordinamento unitario degli ordini professionali un’intesa basata il metodo della concertazione e ispirata ai principi di responsabilità e compartecipazione pubblico/privata, i cui principali obiettivi - che si tradurranno in altrettanti tavoli di lavoro e nei relativi Patti che al loro interno saranno siglati - sono in sintesi: qualità sociale; qualificazione della spesa corrente; promozione della creazione di valore con azioni di sistema realizzate da tutti i soggetti interessati, pubblica amministrazione, forze sociali, imprese e altri soggetti della comunità.

Il protocollo prende le mosse dal Piano di sviluppo provinciale, principale documento programmatorio della Provincia, messo a punto in soli tre mesi beneficiando del clima di cooperazione che si è venuto a creare dopo l'esplodere della crisi economica e che ha già portato, com'è noto, al varo di un Piano anticrisi estremamente rapido nei tempi e incisivo nei contenuti.

All'origine del Protocollo d'intesa siglato oggi in Provincia vi è la constatazione che il Trentino, raffrontato con le altre regioni italiane e con l'Europa a 15, è caratterizzato da livelli di benessere e qualità della vita molto elevati. Vi è però anche l'analisi puntuale delle criticità del sistema: nonostante in sede locale la risposta alla crisi economica mondiale sia stata nel complesso efficace, il territorio manifesta alcune debolezze strutturali che vanno affrontate, dai tassi di crescita economica non soddisfacenti ad una spesa pubblica - per il finanziamento dei servizi offerti dal pubblico come pure per la realizzazione di infrastrutture e opere pubbliche - che va razionalizzata e contenuta.

Ciò rende necessario promuovere azioni virtuose, concordate da tutte le forze "vive" dell'economia e della società trentine, volte ad accrescere la selettività degli interventi pubblici e a stimolare, in genere, un aumento dell’efficienza e della produttività delle organizzazioni pubbliche e private. Al centro di tutto si colloca, sulla scorta delle analisi Ocse e Ue, il "capitale territoriale" inteso come insieme di risorse, materiali, immateriali e umane, di beni pubblici e competenze private, di reti di cooperazione e di valori di socialità accumulati nel tempo. E' questa, in definitiva, la principale risorsa che il sistema deve utilizzare e potenziare ulteriormente.

Nella definizione delle strategie e degli obiettivi di medio–lungo periodo occorre anche considerare che il nuovo modello di autonomia finanziaria, conseguente all’attuazione del federalismo, collega direttamente e in modo esclusivo le fonti di alimentazione del bilancio provinciale ai gettiti fiscali prodotti sul territorio o comunque di competenza del territorio provinciale. Una piattaforma produttiva in salute e in crescita è dunque il miglior presupposto per disporre delle risorse necessarie per realizzare i programmi di legislatura previsti, anche sul fronte del welfare, della protezione del lavoro, dell'istruzione, della sanità e così via.

Il Patto proposto alle forze economiche e sociali è ispirato, come dicevamo, ai contenuti del nuovo Programma di Sviluppo Provinciale, che indirizza le azioni della Provincia autonoma verso interventi di carattere strutturale. Le scelte programmatiche sono indirizzate a completare e a rafforzare per tutta la durata della legislatura (cioè fino al 2012), la manovra anticongiunturale realizzata in gran parte nel 2009, ad "agganciare" la ripresa economica (prevista nel 2011), a promuovere uno sviluppo locale duraturo e sostenibile, prendendo a riferimento gli esempi più virtuosi nel panorama europeo.

Vediamo in sintesi quali sono i principali assi di intervento (in cui troviamo declinato il concetto di "capitale territoriale" di cui sopra) e alcune delle azioni prioritarie contenuti al loro interno, come scaturite dai tavoli di concertazione:

1. capitale umano: su questo versante le priorità sono avviare piani di ricollocazione della forza lavoro espulsa dal mercato nell’ambito di una revisione generale del sistema di educazione permanente, migliorare il passaggio dalla scuola al lavoro attraverso stage nelle imprese e lo sviluppo di competenze trasversali, consolidare il sistema della ricerca promuovendo una migliore integrazione tra Università e Fondazioni e la definizione di un Accordo di programma con la Provincia, investire in tecnologie dell'informazione e comunicazione (costituendo un vero e proprio Distretto ICT) e promuovere l'innovazione a tutti i livelli;

2. capitale produttivo (imprese e lavoro): gli obiettivi prioritari sono rivedere il sistema di incentivi finanziari, privilegiando le iniziative che favoriscono l’innovazione, la creazione di reti di impresa, nonché il consolidamento dimensionale, la nascita di nuove imprese e l’internazionalizzazione, proseguire gli interventi di rafforzamento patrimoniale delle imprese già promossi con la manovra anticongiunturale, promuovere l'innovazione e la ricerca, utilizzare la domanda pubblica per alimentare la crescita economica con particolare riferimento ai settori dell’edilizia sostenibile, energetico, dell'ICT e della sanità. Ed ancora: uno degli obiettivi strategici e quello di perfezionare le misure di protezione dal rischio di perdita del posto di lavoro, di povertà e di privazione, integrando le politiche del lavoro con quelle della formazione e del welfare; non a caso la Provincia ha ottenuto dal Governo, in sede di attuazione del federalismo, la delega in materia di ammortizzatori sociali, in modo tale da riunire e gestire in prima persona competenze e strumenti oggi in capo all'Inps, alla Provincia stessa e alla Regione. Infine, si vuole accrescere la partecipazione femminile al mercato del lavoro e creare nuovi posti di lavoro, di tipo autonomo e dipendente, favorendo la creazione di forme associate di professionisti impegnati nella produzione di servizi ad elevata qualificazione.

3. capitale sociale e welfare: si punta in primo luogo a consolidare e a rendere permanente il reddito minimo di garanzia introdotto con la manovra anticongiunturale approvata all’inizio del 2009 e attualmente in fase di sperimentazione. Oltre a questo passaggio fondamentale (fin dall'inizio era stato detto che alcune delle misure più innovative del Piano anticrisi sarebbero diventate parte integrante delle politiche strutturali del Trentino), vi è l'intenzione di promuovere la costituzione di fondi sanitari integrativi di natura territoriale per fare fronte ai crescenti bisogni della popolazione (in settori quali l'assistenza odontoiatrica e la non autosufficienza); al tempo stesso, si potenzierà l’offerta dei servizi pubblici di cura, con riferimento in particolare alla prima infanzia e agli anziani, e si darà nuovo impulso ai programmi di edilizia pubblica a carico dell’Itea, in particolar modo a quelli per gli alloggi a canone moderato. Attenzione infine al coinvolgimento e alla valorizzazione dei soggetti della società civile e del volontariato.

4. capitale istituzionale e partecipativo (efficienza della Pubblica amministrazione): qui le azioni previste sono orientate a semplificare e accelerare i procedimenti amministrativi anche tramite un maggior utilizzo delle ICT, e in generale a migliorare l’efficacia e l’efficienza dell’azione amministrativa, attraverso il controllo della crescita della spesa corrente e l’adozione di criteri di sobrietà ed essenzialità degli interventi pubblici anche per la realizzazione di investimenti pubblici o agevolati.

 

di Marco Pontoni (Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento)

 

 

 

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