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Cgil Cisl Uil: “In Trentino un sistema di welfare europeo”

Seminario sugli ammortizzatori sociali. Conferma ai provvedimenti anti crisi. Dellai: “Entro il 1° maggio norma di attuazione"

Cgil Cisl Uil: “In Trentino un sistema di welfare europeo” Un welfare sempre più inclusivo e in linea con le migliori pratiche europee. E' quello che hanno chiesto stamane i segretari di Cgil Cisl Uil del Trentino, Paolo Burli, Lorenzo Pomini ed Ermanno Monari per il mondo del lavoro trentino, durante un seminario sugli ammortizzatori sociali che ha visto la presenza anche del presidente della giunta provinciale Lorenzo Dellai. «Entro la prossima festa del Lavoro, il 1° maggio 2010 – ha annunciato nell'occasione il presidente alla platea di sindacalisti, docenti universitari e funzionari provinciali riuniti presso la sede Cgil – ci impegniamo a trovare un'intesa quadro con le parti sociali sulle politiche del lavoro, a definire la norma di attuazione per chiedere allo Stato la delega piena in materia di politiche del lavoro e a presentare una proposta di legge di riforma su lavoro e ammortizzatori sociali».

 

 

L'impegno è stato colto dalle organizzazioni sindacali come la prova che la Provincia punta davvero sul miglioramento del sistema di protezione sociale. Un intervento necessario anche dopo la crisi se è vero che, come hanno sottolineato gli esperti invitati dai sindacati – Antonio Schizzerotto, docente di Sociologia, e Riccardo Salomone, docente di diritto del lavoro a Giurisprudenza - gli ammortizzatori sociali italiani tutelano poco i giovani con impieghi precari e offrono prestazioni quantitativamente e temporalmente molto limitate rispetto alla media dei paesi europei.

Così i sindacati per bocca dei tre segretari generali scommettono sul trasferimento delle competenze dallo Stato alla Provincia e chiedono un approfondimento della questione. Nell'immediato ribadiscono la necessità di confermare per il 2010 gli interventi, già attuati, a sostegno dei lavoratori colpiti dalla crisi. «Nel bilancio di previsione – ha assicurato il presidente Dellai – ci sono le risorse per far fronte a queste necessità».

Per il prossimo futuro, anche a competenze invariate, restano alcuni nodi da sciogliere. In primo luogo il legame tra politiche attive (ricerca di lavoro e formazione) e politiche passive (indennità e sostegno al reddito) che è stato sperimentato per il reddito di garanzia e l'integrazione al reddito dei lavoratori sospesi. Il rapporto va meglio definito e ne va costantemente monitorata l'efficacia.

Ma sul tappeto c'è anche il finanziamento degli ammortizzatori sociali e la compartecipazione delle imprese. Nella relazione introduttiva, presentata da Franco Ianeselli a nome delle confederazioni, si ipotizza l'attuazione di un sistema di bonus e malus, proprio come le assicurazioni. Per non gravare eccessivamente sul costo del lavoro, si potrebbe intervenire sugli incentivi fiscali provinciali alle imprese

facendo in modo di premiare le aziende che meno licenziano e meno utilizzano contratti precari e che, per questo motivo, contribuiscono meno all'aumento dei costi dello stato sociale. La stessa questione riguarda anche il Progettone.

Infine per Cgil Cisl Uil del Trentino, dentro le nuove politiche del lavoro, potrà essere valorizzata l'esperienza positiva degli enti bilaterali che, alcuni più di altri, in Trentino hanno svolto un ruolo prezioso nella tutela dei lavoratori. Un ruolo che potrebbe essere confermato anche grazie al sostegno della Provincia.


9 novembre 2009

 

 

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