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Dana. Grasselli (Fiom Cgil): “Un patto contro i licenziamenti selvaggi”

Impegno ad utilizzare tutti gli ammortizzatori sociali. Cigs per tutto il 2010. Grasselli: “Uscire dalla tempesta proteggendo il capitale umano”

Dana. Grasselli (Fiom Cgil): “Un patto contro i licenziamenti selvaggi” Un patto per mettere al bando qualsiasi ipotesi di licenziamenti collettivi selvaggi. E' questo il cuore dell'intesa siglata oggi dai sindacati dei metalmeccanici - Fiom Cgil in testa - e dal management di Dana Italia, la divisione europea della multinazionale americana leader nella produzione di assali e parti meccaniche di mezzi agricoli e per il movimento terra.

L'intesa, che ora dovrà passare al vaglio dei lavoratori degli stabilimenti di Arco e Rovereto, impegna l'azienda ad utilizzare tutti gli ammortizzatori sociali previsti – cassa integrazione straordinaria, accordi di premobilità su base volontaria e contratti di solidarietà – per scongiurare il materializzarsi dell'incubo peggiore: esuberi collettivi di interi reparti produttivi. «Questa ipotesi – confida Roberto Grasselli che ha gestito la trattativa con Dana per la Fiom Cgil del Trentino – noi non la vogliamo neppure prendere in considerazione e fino ad oggi l'azienda è stata d'accordo con noi: ad Arco e Rovereto ci sono tutte le condizioni per rilanciare la produzione, quando si concretizzerà la prospettiva di una ripresa economica. Ma perché ciò accada davvero, bisogna tutelare in primo luogo il capitale umano, ossia i lavoratori».

 

 

Sono circa 850 le lavoratrici e i lavoratori impiegati nei due stabilimenti di Rovereto ed Arco ed a loro tutela che la Fiom ha promosso questo accordo. Una difesa strenua quella del sindacato dei metalmeccanici anche di fronte a numeri davvero eccezionali. Basti pensare che nei soli mesi di agosto e settembre l'Inps ha autorizzato ben 160mila ore di sospensione per cassa integrazione ordinaria per i lavoratori di Dana Italia.

«Quella che il settore dell'automotive sta affrontando – spiega ancora Grasselli - è una crisi senza precedenti. Lo dimostra proprio l'ondata di cassa integrazione che sta flagellando il metalmeccanico e il comparto auto in particolare. Dana Italia sta affrontando questa crisi con la consapevolezza di navigare in un oceano, quello dei mercati globali, dove infuria ancora la tempesta. Dentro la bufera bisogna tenere saldo il timone seguendo l'unica rotta possibile: rafforzare l'azienda e garantire i posti di lavoro. Il patto di oggi serve in primo luogo a questo».

In questo difficilissimo contesto di mercato, l'azienda intanto ha deciso di richiedere all'Inps l'autorizzazione alla cassa integrazione straordinaria per tutti i lavoratori per un periodo di 12 mesi e fino al 31 dicembre 2010, così da garantire la copertura massima degli ammortizzatori sociali ai dipendenti di Arco e Rovereto.

Se all'azienda la Fiom chiede di farsi carico della forza lavoro e di non lasciare a casa nessuno contro la propria volontà, dalla Provincia i metalmeccanici della Cgil si aspettano un intervento a tutela delle imprese della filiera Dana. «In gioco – avverte Grasselli – ci sono fino a 700 posti di lavoro, ossia quelli delle aziende trentine che lavorano come fornitrici per la multinazionale americana. Per affrontare questo nodo serve un tavolo tra sindacati, Provincia e imprese grazie al quale mettere in atto specifici interventi a favore di aziende e lavoratori. Chiediamo un impegno in questa direzione all'assessore provinciale Olivi». Per il segretario della Fiom, Dana Italia riuscirà a superare la crisi solo se anche l'intera filiera saprà reggere l'urto dei prossimi mesi.

«In generale – conclude Grasselli – stiamo lavorando per scongiurare licenziamenti collettivi e ridurre al minimo ogni ipotesi di esuberi nel settore metalmeccanico. L'accordo di oggi è un primo importante passo in questa direzione. Con Dana intanto continueremo a trattare per evitare ogni conseguenza negativa che la crisi in atto potrebbe comportare per i lavoratori».

3 novembre 2009

 

 

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