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Grazie Nando

Si è spento Fernando Salzano, operaio e dirigente sindacale della Cgil del Trentino. Il ricordo di Paolo Burli.

Grazie Nando

 

La CGIL del Trentino piange la scomparsa di Fernando Salzano storico delegato e dirigente sindacale dei metalmeccanici prima e del settore energia poi, fino al suo pensionamento. Purtroppo la sua ultima battaglia, quella per la vita, lo ha visto soccombere davanti ad un male incurabile.

“Nando”, di battaglie ne ha condotte molte. Il suo paese d’origine, Mondragone, in provincia di Caserta, dov'era nato il 1° maggio del 1950, come tanti paesi del Meridione offriva poco lavoro e lui, come tanti che volevano guadagnarsi in maniera onesta il diritto al lavoro, ha lasciato la terra che amava per cercare in Trentino un lavoro sicuro ed una vita dignitosa. Ed il lavoro, il duro lavoro, lo aveva trovato alla “Ferriera di Trento” la OET, una fabbrica nella quale le colate dei forni si confondevano con il sudore della fronte per la fatica degli uomini incapsulati nelle loro protezioni 24 ore al giorno, festività comprese.

La “Ferriera” era fabbrica di grande tradizione sindacale, dove i delegati venivano forgiati dalle massacranti condizioni di lavoro, dalla durezza delle lotte sindacali e dai confronti nelle assemblee mai privi della ruvidità che ha sempre contraddistinto quella combattiva categoria dei metallurgici che ha scritto pagine importanti della storia del sindacato italiano.

“Nando” in quel contesto è diventato delegato sindacale della FIOM. E’ stato il riferimento del sindacato nella “Ferriera” fino alla sua chiusura, partecipando attivamente non solo al lavoro sindacale in fabbrica, ma anche a quello di dirigente della FIOM, facendo parte del ristretto e rappresentativo gruppo di delegati che negli anni ‘80 componevano l’esecutivo.

Con la chiusura della “Ferriera” si è trovato nella necessità di cercare un’occupazione, non solo per lui, ma per tutti i suoi compagni. Successivamente ha proseguito l’attività sindacale alla Trentino Servizi, il suo ultimo lavoro prima della sospirata pensione. Anche nel suo nuovo lavoro “Nando ha rappresentato per la CGIL e per tutto il mondo del lavoro un riferimento costante.

“Nando” nei rapporti con le persone metteva tutto il suo essere uomo del Sud, l’umorismo e la battuta sempre pronta, la franchezza nel dirti sempre le cose in faccia, la passione per quello che stava facendo. In piazza, nei cortei, non mancava mai. Era sempre il primo ad allestire le manifestazioni. Ed era poi il protagonista assoluto dello sforzo di rendere vivace un corteo: con un megafono in mano riusciva a farti scomparire la fatica dei lunghi viaggi e dello sforzo organizzativo che precede ogni manifestazione.

Aveva la capacità di essere profondo quando era necessario, ma anche di sdrammatizzare le situazione per ricercare, sempre, un punto alto di mediazione. Nelle trattative e nelle assemblee la sua intelligenza e la sua vivacità lo portavano a diventare sempre un punto di riferimento.

La CGIL era la sua seconda famiglia. Anche durante la malattia, che lo ha duramente provato, la prima cosa che ti chiedeva era come andava in CGIL e non ti faceva mai dimenticare di essere uno della CGIL tanto che, quando dopo le prime, dolorosissime, terapie che lo avevano reso glabro, lui si presentava agli amici che lo andavano a trovare con la bandana rossa della CGIL in testa.

“Nando” ha dato molto alla CGIL: le donne e gli uomini della CGIL gliene sono grati. Per questo gli abbiamo voluto bene e per questo ci mancherà molto.

Che la terra di Mondragone ti sia lieve caro “Nando”. La terra di Trento ti ricorderà per quello hai saputo dare e fare per le lavoratrici ed i lavoratori trentini.

Paolo Burli

 

24 ottobre 2009

 

 

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