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Lamet International. Grasselli (Fiom): “Incontro positivo in Provincia”

Lo stabilimento di Preore rischia la chiusura. L'assessore Olivi si impegna ad individuare l'attività sostitutive.

Lamet International. Grasselli (Fiom): “Incontro positivo in Provincia”«L'incontro di oggi è stato positivo. L'assessore Olivi si è impegnato con i lavoratori a mettere in campo tutti gli strumenti della Provincia per individuare un'attività sostitutiva. Ma la giunta deve fare presto: l'azienda sta infatti dismettendo la produzione. Bisogna agire per non perdere, se possibile, clienti e fornitori».

Roberto Grasselli, segretario generale della Fiom Cgil del Trentino stringe i tempi per riuscire a salvare la Lamet di Preore, azienda si stampaggio e profilatura di metalli a rischio chiusura. Oggi, per l'incontro con l'assessore provinciale all'industria, Alessandro Olivi, a fianco dei sindacalisti è scesa a Trento una folta delegazione degli operai. Erano in circa 25 sui 33 occupati nello stabilimento giudicariese.

«I tempi sono decisivi – spiega il sindacalista della Fiom -. Vogliamo garantire la continuità produttiva prima che scada la cassa integrazione straordinaria, ossia entro i prossimi otto mesi. Ma dobbiamo trovare un compratore anche per garantire liquidità all'attuale proprietario, il milanese Mario Sorbini, affinché possa pagare tutte le spettanze ai lavoratori. Solo oggi, tra l'altro, ai 33 dipendenti Lamet è stato pagato lo stipendio del giugno scorso».

Se l'attività sostitutiva fosse individuata a breve, si potrebbe salvare il patrimonio produttivo e i contratti commerciali ancora in essere. Per la Fiom questa è la via prioritaria, ma il sindacato è disponibile a vagliare soluzioni alternative, ossia imprenditori in grado di attivare nuove produzioni ed aprirsi a mercati differenti. «Il personale oggi in forze alla Lamet – precisa Grasselli – è professionalmente molto qualificato. E' una risorsa che non va dispersa. Nelle Giudicarie c'è una lunga e feconda tradizione di attività produttive in campo metalmeccanico che hanno saputo crescere e che oggi vanno difese per il bene di tutta la valle».

Una valle che sta soffrendo la crisi, come dimostrano gli ultimi dati sulle liste di mobilità presso il centro per l'impiego di Tione. Ad ottobre sono ben 210 i lavoratori in mobilità perché licenziati, rispetto ai 142 di gennaio. La crescita percentuale nei primi dieci mesi dell'anno è stata pari al 48 percento. «Giudicarie e valle del Chiese soffrono la crisi – conclude Grasselli – e anche per questo i lavoratori, a partire da quelli della Lamet sono pronti far sentire la propria voce e a mobilitarsi per dare un futuro alle proprie aziende e ai propri posti di lavoro».

 

13 ottobre 2009

 

 

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