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Incontro con Dalmaso su riforma piani di studio

Il resoconto dell'incontro dell'8 ottobre 2009

L'8 ottobre 2009 le OO.SS. hanno incontrato l'assessora provinciale all'istruzione Marta Dalmaso per discutere sulla delibera di Giunta dell'11 settembre riguardante il riordino del 2° ciclo; la Flc Cgil ha premesso che, pur concordando sulla necessità di semplificare il quadro dell'offerta scolastica anche con una razionalizzazione degli attuali indirizzi ed una riduzione della frammentazione delle discipline, nell'ambito di una revisione del secondo ciclo (scuola superiore) che preveda una scuola con meno ore frontali per l'apprendimento e più didattica laboratoriale, il metodo utilizzato dalla Giunta è stato, come al solito, quello del poco confronto e poche informazioni; la portata dei cambiamenti legati alla delibera avrebbe infatti avuto bisogno di ben altra attenzione: una relazione illustrativa di politica scolastica, un monitoraggio dell'offerta territoriale, l'esplicitazione dei bisogni formativi dell'utenza, i princìpi pedagogici e didattici che hanno guidato tali scelte. La FLC ha inoltre evidenziato che i quadri orari sono inferiori complessivamente a quelli nazionali e che ciò comporta delle criticità sulle ore dei laboratori,soprattutto per gli istituti tecnici e I tecologici che su essi hanno costruito la loro qualità.

La Flc ha quindi chiesto :

a) garanzie occupazionali per il personale

b) la modifica del calcolo per la formazione dell'organico in modo che esso possa essere garantito ai livelli attuali

c) le proiezioni o simulazioni sugli effetti occupazionali futuri,

d) un ampliamento dell'orario scolastico per dare spazio alle attività laboratoriali in particolare per gli istituti tecnici e copertura delle stesse con le diverse professionalità fino ad oggi utilizzate;

e) una immediata convocazione dei gruppi di studio;

f) una spiegazione dell'estensione dei giorni di scuola per il II ciclo che viene in tal modo differenziato dal I ciclo e quali conseguenze ciò comporterà sull'orario dei docenti: quelli del II ciclo avranno un'articolazione dell'orario di lavoro su 35 settimane, quelli del I ciclo su 33. Anche le famiglie si troveranno a gestire un impegno scolastico differenziato per i propri figli : un calendario scolastico di 33 settimane per il I ciclo e uno di 35 settimane per gli altri;

Dalmaso ha risposto che la delibera è stata adottata:

a) per consegnare le direttive ai gruppi di studio che hanno il compito di riempirla con i contenuti disciplinari definendo i profili e le competenze; la delibera che riguarderà i piani di studio veri e propri non conterrà infatti il suggerimento dei 50 minuti di lezione;

b) per mettere ordine, uniformandole, nelle differenti situazioni orarie determinatesi nel corso degli anni;

c) nella definizione dei piani e orari provinciali si è dovuto tenere conto di alcuni paletti dati dal Ministero: i titoli di studio in uscita, il numero delle discipline e delle ore ministeriali;la Provincia può aggiungere le ore di insegnamento del tedesco nel biennio ma sempre con il tentativo di cercare il punto di equilibrio tra il numero di discipline e le ore di lezione.

d) Per quanto riguarda l'ora di lezione di 50', citata in delibera, si tratta di una indicazione che l'Amministrazione si sente di dare per ottimizzare I risultati ma se gli istituti troveranno opportuno fare altrimenti niente lo impedisce se non il rispetto del monte ore annuale che per I licei è di 930 ore e per gli istituti tecnici di 990.

e) Il problema dell'organico del personale sarà affrontato in occasione della delibera annuale sugli organici di gennaio – febbraio 2010 e, in quella sede, si dovrà vedere l' eventuale ridefinizione dei coefficienti di calcolo: le intenzioni della Provincia sono quelle non di ridurre semplicisticamente la spesa pubblica ma di tenerla sotto controllo;

f) l'organico per le ore di laboratorio all' Iti e al Tecnologico subirà qualche correzione,ma la Provincia è consapevole della specialità di tali istituti e non intende penalizzarli.

g) Le conseguenze dei cambiamenti previsti nella riforma del II ciclo non comporteranno in alcun caso la perdita di insegnanti a tempo indeterminato , ma le assunzioni dei supplenti subiranno delle flessioni (intorno al 4-5%)

Le OO.SS. avrebbero voluto continuare l'incontro affrontando il problema della cancellazione degli Istituti Professionali Statali dal Trentino,prevista nella Delibera di Giunta: una scuola che oltre a indirizzare i ragazzi verso il mondo del lavoro fornisce loro un titolo di studio superiore da spendere a tutti gli effetti anche fuori dai confini trentini oltre che nei concorsi pubblici. Il nuovo Regolamento ministeriale degli Istituti Professionali mantiene il percorso di studi quinquennale con il rilascio del titolo di studio finale di Diploma di Tecnico ma permette il rilascio di qualifica professionale triennale solo su accordo con le Regioni o Province autonome (ciò che la nostra Provincia non è intenzionata a chiedere).

Tali istituti hanno svolto finora un prezioso lavoro di recupero al percorso di istruzione-lavoro degli studenti che altrimenti non avrebbero continuato gli studi.

L'assessora, che però non aveva più il tempo per trattenersi ed approfondire il tema e su cui si è resa disponbile a riprenderlo in un altro incontro, ha affermato che il 18% degli studenti trentini sceglie la formazione professionale e solo il 4% gli Istituti Professionali e che tali percentuali sono esattamente invertite rispetto a quelle nazionali.

Ha aggiunto che l'istruzione professionale, nella riforma nazionale, non prevederà più la terza area, quella professionalizzante, caratteristica principale deglli istituti professionali, finanziata con i fondi sociali europei, ma un percorso molto simile a quello degli istituti tecnici. Gli istituti professionali così come previsti nella riforma non assolvono più la funzione che hanno fino ad ora avuto e per queste considerazioni, la Provincia ha deciso di far confluire tale segmento dell'istruzione o negli istituti tecnici,utilizzando la flessibilità, o nella formazione professionale. La Provincia ha deciso di strutturare il suo sistema scolastico sulla Formazione professionale, rinforzandola, sull'Istruzione Tecnica, potenziando le passerelle, e sui Licei.

Ha informato che è stato ottenuto da Roma il riconoscimento della qualifica triennale della formazione professionale, che seguirà quello del diploma del 4°anno e che stanno lavorando per ottenere il riconoscimento del Diploma professionale nella formazione professionale.

La Flc Cgil è fortemente critica sulla questione proprio per come è stata presentata: allo studente trentino vanno garantite le stesse opportunità offerte sul resto del territorio nazionale e allo stato attuale questo viene a mancare; è meglio per il momento mantenere l'istruzione professionale statale perché la formazione professionale provinciale, importante nel suo ambito,allo stato attuale non fornisce un titolo di studio spendibile sul territorio nazionale,oltre al fatto che ha caratteristiche diverse. Non è neanche secondario il fatto che la formazione professionale non solo abbia carattere provinciale, ma nel nostro territorio è quasi tutta privata, convenzionata e prossimamente paritaria, anche se finanziata dal pubblico: perché allora non prevedere la loro provincializzazione a maggior ragione se si pensa in un fututo di consegnare a questo settore tutta la preparazione professionale? La Provincia intende assumersi direttamente l'impegno della gestione della formazione?

Non si condivide la scelta di potenziare la formazione professionale prima che il quadro nazionale sia definito, perché così facendo si tolgono opportunità di scelte differenziate all'utenza trentina che dovranno rivolgersi forzatamente alla formazione in un percorso decisamente operativo; ci sarà solo una parte residuale che sceglierà di andare ai tecnici, e comunque per costoro potrà risultare molto difficile.

Nel prossimo incontro la Flc intende trattare l'argomento, nel frattempo apriremo il confronto con il personale scolastico e decideremo il da farsi.


Trento, 9 ottobre 2009

 

 

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