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Reddito di garanzia. Ianeselli (Cgil): “Al via la fase di sperimentazione”

Dal 1° ottobre il Caaf Cgil e il patronato Inca potranno ricevere le prime domande del sostegno al reddito anti povertà. Entro quattro mesi i primi aggiustamenti al sistema.

Reddito di garanzia. Ianeselli (Cgil): “Al via la fase di sperimentazione”Parte il 1° ottobre la prima fase attuativa del reddito di garanzia, lo strumento voluto da Provincia e sindacati per offrire a tutte le famiglie in difficoltà un sostegno economico anti povertà. «Abbiamo chiesto con forza l'attuazione del reddito di garanzia – spiega Franco Ianeselli della segreteria della Cgil del Trentino – come argine contro tutte le forme di povertà, quelle momentanee come quelle a più lungo termine. Ad ogni cittadino viene garantito un reddito minimo di 6.500 euro annui, una soglia che sale a secondo della numerosità del nuclei famigliare».
 

Per avere diritto a questo sostegno, bisogna certificare la propria condizione economica tramite l'Icef che dai centri di assistenza fiscale, deve risultare inferiore alla soglia di 0,13. Poi la domanda di contributo va presentata ai patronati. Da questo punto di vista il Caaf Cgil e il patronato Inca di tutte le sedi Cgil in Trentino sono pronte a raccogliere le domande di reddito di garanzia, stimante in circa 5mila.

«Quella che sta per prendere avvio – aggiunge Ianeselli – è una prima fase di sperimentazione. Abbiamo infatti concordato con la giunta provinciale che, tra quattro mesi, ci ritroveremo per concordare eventuali aggiustamenti al sistema in modo da venire incontro alle esigenze di chi ha bisogno di questo sostegno. Il reddito di garanzia infatti è uno strumento flessibile che può e deve essere modificato per migliorarne di volta in volta l'efficacia».

30 settembre 2009

 

 

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