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Fp e Nidil Cgil: "Il funzionamento del Mart si fonda sulla precarietà. Chiediamo garanzie per gli atipici e l'allargamento della pianta organica"

Fp e Nidil Cgil: Sia lo scorso 10 novembre che stamane i lavoratori del Mart hanno tenuto una preoccupata assemblea sulle prospettive del loro lavoro. «Fino dall'apertura del Polo Museale di Rovereto – scrivono in un documento congiunto Fp e Nidil Cgil del Trentino - abbiamo sostenuto la richiesta di un allargamento della pianta organica del Mart e, in prima battuta, di una immediata copertura dei posti vacanti già nell'attuale pianta organica. Allora, come oggi, la configurazione del lavoro dipendente al museo non rispecchiava più, dopo l'apertura del Polo ed il grande sviluppo delle attività, la reale organizzazione del lavoro». Prosegue il documento: «Attualmente il funzionamento quotidiano del museo è basato sostanzialmente sull'uso di lavoro precario: a fronte di 29 lavoratori dipendenti (compresi direttrice e responsabile amministrativo) troviamo una cinquantina abbondante di contratti atipici (escluso tutto il settore della custodia, appaltata in blocco a cooperative di servizio). Questa situazione non solo priva la maggior parte dei lavoratori che fanno funzionare il Mart di qualunque prospettiva stabile, ma influisce pesantemente anche sulla qualità delle iniziative del museo, impedendo il necessario consolidamento di competenze specifiche, soprattutto in settori come collezioni, didattica, archivi e biblioteca, nei quali la perfetta conoscenza del patrimonio e la memoria storica sulle attività è parte fondante della qualità professionale. La Cgil non ha mai negato la necessità di "una certa" flessibilità nell'erogazione del lavoro al MART, perché – per esempio – contratti ad hoc per singole mostre, basati sul competenze specifiche e per progetti delimitati nel tempo, non sono eliminabili. Oggi però la situazione è ben diversa: sono affidati a precari con contratti di collaborazione funzioni di assoluta routine e di quotidiana costruzione delle fondamenta delle attività del museo. A questo proposito il rischio di un frequente avvicendamento del personale in funzioni "strategiche" comporta, sui tempi medio-lunghi, una dispersione delle conoscenze acquisite nel far funzionare il Mart, quando invece queste competenze dovrebbero essere tutelate come un bene prezioso per lo sviluppo e il successo del museo. Oggi il congelamento delle piante organiche della Provincia e dei suoi enti funzionali ed ancor più il rinnovo del blocco del turn-over, che non prevedono alcuna eccezione per il Mart, chiudono qualunque prospettiva di adeguamento secondo le richieste della Cgil e aprono per i lavoratori atipici un futuro di precarietà permanente, per i dipendenti un ricorso ordinario a quote di lavoro straordinario inammissibili (per certi dipendenti del Mart, lo sfondamento dei limiti consentiti di lavoro straordinario è sistematico e regolare), e per l'istituzione un handicap permanente in settori strategici e caratterizzanti». «Insieme ai problemi di adeguamento della pianta organica – aggiungono Fp e Nidil Cgil - rileviamo la preoccupante situazione dei lavoratori atipici, privi oggi delle normali tutele accordate ai loro colleghi dipendenti. I collaboratori non hanno diritto alla retribuzione delle ferie, della malattia e della maternità: se si ammalano o decidono di fare un figlio rischiano di non poter contare su alcun reddito. È quindi urgente intervenire anche sul lavoro atipico in quanto tale, inserendo nei contratti delle garanzie minime ineliminabili ed una griglia contrattuale di riferimento. Intanto, i vertici del Mart hanno deciso di non rinnovare alcuni contratti di collaborazione per l'anno venturo. Chiediamo al Consiglio di Amministrazione di conoscere i criteri con i quali intende procedere al rinnovo delle collaborazioni per il 2006 e soprattutto chiediamo garanzie affinché nessun collaboratore si trovi senza lavoro da un giorno all'altro. Come la Cgil aveva già fatto lo scorso settembre, sollecitiamo i vertici del Mart a predisporre una chiara proposta di pianta organica che rispecchi la reale situazione dell'organizzazione del lavoro al Mart da sottoporre alla Provincia. Alla Provincia chiediamo invece di consentire il completamento di un adeguato organico del Museo e quindi di sospendere nel 2005 per il MART il blocco delle assunzioni previsto dal documento di bilancio presto in discussione in Consiglio provinciale. Al Mart chiediamo l’immediato avvio di un confronto sui problemi dei lavoratori atipici prima della convocazione del prossimo Consiglio di amministrazione che sarà chiamato a rinnovare i contratti in essere». 28 novembre 2005

 

 

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