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Contratti. Alimentaristi, arriva l'accordo unitario

Rinnovato il contratto per 450mila lavoratori: durata triennale e aumento medio di 142 euro calcolati su base negoziale. La prima intesa comune dopo l'accordo separato del 22 gennaio

Contratti. Alimentaristi, arriva l'accordo unitario Arriva l’intesa unitaria degli alimentaristi. A quattro mesi dall’inizio della trattativa, dopo un incontro durato circa 24 ore, Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil e Federalimentare hanno raggiunto l’ipotesi di accordo per il rinnovo contrattuale dell’industria alimentare, che interessa circa 450mila addetti. Lo annuncia la Flai in una nota. L’incremento salariale medio è di 142 euro mensili, pari al 7,3% della retribuzione, e sarà erogato in quattro tranches con decorrenza dall'1 giugno 2009: la prima di 45 euro (32% del totale) sarà in busta paga a ottobre, poi 42,6 euro dall'1 aprile 2010, 28 euro dall'1 aprile 2011 e 25 euro dall'1 giugno 2012. E' prevista un'una tantum di 227 euro per i quattro mesi di vacanza contrattuale. Il contratto avrà durata triennale, precisamente dall'1 ottobre 2009 al 30 settembre 2012.

L’intesa per il rinnovo, sottolinea la Flai, è in linea con la piattaforma unitaria approvata dal 90% dei lavoratori, non presenta deroghe contrattuali e punta allo sviluppo e alla tutela dei diritti individuali e collettivi, attraverso un lavoro di rafforzamento della parte normativa. In particolare, vengono implementati i capitoli che riguardano la sicurezza sul lavoro, la formazione e le pari opportunità. E’ stato inoltre costituito un fondo sanitario integrativo del valore di 10 euro per lavoratore, che sarà a totale carico del datore di lavoro.

“Il risultato ottenuto è straordinario – dichiara la segretaria generale della Flai, Stefania Crogi - perché abbiamo consegnato ai lavoratori dell’industria alimentare un aumento salariale che consente il pieno recupero del potere d’acquisto e perché abbiamo rinnovato il contratto utilizzando un indice negoziale”. Ovvero, senza adottare l’indice Ipca previsto dall’accordo separato del 22 gennaio. Un’intesa raggiunta in modo unitario, osserva, “dimostrando che è ancora possibile rinnovare tutti insieme i contratti di lavoro”. Per questo, a suo giudizio, “confidiamo che quanto accaduto possa segnare l’immediato ritorno a stagioni contrattuali corrette e di merito e che si ripensino quegli accordi separati che servono solo a dividere i lavoratori, a contrapporre le organizzazioni sindacali e ad inasprire il conflitto sociale nel nostro paese”. Stessa soddisfazione è espressa dalla segreteria nazionale, che “valuta le soluzioni individuate coerenti con l’impostazione da sempre sostenuta dalla Cgil”. Il rinnovo, si legge in una nota di Corso Italia, “rappresenta un reale incremento delle retribuzioni oltre l’inflazione prevista. Esclude, inoltre, la derogabilità degli istituti e delle normative del contratto nazionale”. I lavoratori sono stati consultati in tutte le fasi della vertenza e ora si esprimeranno nel referendum: lunedì (28 settembre) partono le assemblee nei luoghi di lavoro per illustrare l’ipotesi di accordo e sottoporla alla consultazione.

E l’auspicio di tornare uniti è condiviso anche dagli altri sindacati. Secondo il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, l’accordo è “un passo importante per il settore” ma anche “la strada che indica che è possibile aderire tutti e recuperare unità sindacale”. La “pazienza” dei sindacati, spiega, “ha avuto un primo risultato e spero che anche i metalmeccanici seguano la stessa strada”. Per Stefano Mantegazza, segretario generale della Uila, appena l’intesa sarà sottoscritta da tutti i 19 settori che compongono Federalimentare “si potrà dire che i lavoratori del settore avranno ottenuto uno straordinario successo in modo unitario”.

D’altronde il negoziato dell’industria alimentare è stato molto complesso e si è interrotto due volte. La prima il 22 luglio, quando le parti hanno rotto dopo 80 ore di confronto: non avevano superato il nodo dell’aumento salariale. La mediazione tra richieste sindacali (173 euro medi) e controproposta dell’azienda (130 euro medi) si aggirava intorno a 136 euro medi nel triennio, ma le categorie di Cisl e Uil avevano rilanciato chiedendo di concentrare i 136 euro sui minimi tabellari, incontrando il rifiuto delle imprese. Uno scenario che aveva prodotto tensioni anche tra gli stessi sindacati: “Fai e Uila si sono assunte la responsabilità di negare ai lavoratori il rinnovo”, scriveva la Flai. Dopo la riapertura della trattativa, un'altra rottura è arrivata il 6 agosto, sempre sul salario ma stavolta imputata a Federalimentare: “Non è riuscita a formulare una proposta di aumento salariale credibile per ragioni del tutto estranee al merito della trattativa – spiegava Stefania Crogi -, trascinando per giorni un negoziato che evidentemente non voleva chiudere”. E la Flai aveva proclamato 16 ore di sciopero che si sono svolte nel mese di agosto in tutti i luoghi dei lavoro. Ieri è ripreso il negoziato, oggi (22 settembre) le parti hanno trascorso la notte nella sede romana di Confindustria e hanno trovato l’accordo.

Dopo aver definito gli ultimi dettagli, il testo è stato formalmente siglato da tutti i sindacati e le associazioni di impresa verso le 14.45.

(Ultimo aggiornamento 14.51)

 

22 settembre 2009

 

 

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