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Finanziaria, le Regioni disertano il vertice

Incontro tra governo e parti sociali a Palazzo Chigi. Lettera di Errani a Letta: «Aspettiamo chiarimenti». Epifani: «Pochi soldi. Altri hanno fatto di più»

Finanziaria, le Regioni disertano il vertice

ROMA - La Finanziaria 2010 arriva martedì in Consiglio dei ministri: sarà lineare e conterrà solo tre articoli più le tabelle. La notizia arriva mentre è in corso a Palazzo Chigi il vertice tra governo e parti sociali sulle linee guida del documento. Il ministro dell'Economia Tremonti non ha fornito cifre, spiegando che si tratta di un «aggiornamento al 2012» della manovra triennale approvata nell’estate 2008. Un provvedimento che «ha dato un dividendo di credibilità e affidabilità ai conti pubblici».

AGGIUSTAMENTI - Secondo Tremonti «l'Italia è entrata nella normalità europea e speriamo di crescere nel modo migliore possibile». Il ministro rivendica il merito del governo di aver fatto «una politica prudente» durante la crisi: «Abbiamo fatto quanto era possibile sull’aumento del deficit. Fare di più sarebbe stato irresponsabile, avrebbe provocato aumenti dei tassi di interesse e peggiorato le condizioni dei cittadini». «Dalla crisi ad oggi sono stati emessi sei decreti legge e non vediamo esigenze di altri provvedimenti di manovra - ha concluso -. Eventuali aggiustamenti sul 2010 sono da valutare sulla base di un atteso maggiore afflusso di entrate», come lo scudo fiscale. Entrate che saranno convogliate in un fondo presso la presidenza del Consiglio.

TRE ARTICOLI - Da Palazzo Chigi arriva inoltre la conferma che la Finanziaria sarà snella, composta solo da tre articoli più le tabelle. Inoltre nel corso dell'incontro Tremonti ha fornito dei dati secondo cui Pil e deficit sono leggermente migliorati nel 2009. Il prodotto interno lordo quest'anno dovrebbe diminuire del 5% e il rapporto tra deficit e Pil si attesterebbe sul 5%. Le nuove stime correggono dunque la situazione delineata nel Dpef che per il 2009 indicava un Pil a -5,2% e un deficit pubblico a +5,3%. Nel pomeriggio Tremonti è stato ricevuto dal presidente della Repubblica Napolitano, cui ha illustrato le linee del disegno di legge.

LA LETTERA DI ERRANI - Al vertice hanno partecipato i rappresentanti di governo, parti sociali ed enti locali. C'è stato però uno strappo delle Regioni, che hanno disertato l'appuntamento accusando il governo di aver rinviato per troppo tempo un confronto. Il presidente Vasco Errani ha comunicato la decisione di non partecipare all'incontro con una lettera al sottosegretario Gianni Letta: «Desidero comunicarle che la delegazione regionale non sarà presente in attesa dei chiarimenti sui punti di merito unanimemente sollevati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nella lettera al presidente del Consiglio Berlusconi del 2 luglio. Con l'occasione le sollecito nuovamente l'individuazione di una data, in tempi molto stretti, per superare questa fase di stallo». «Speriamo che il chiarimento chiesto dalle Regioni possa avvenire al più presto. Ci auguriamo anche di potere indicare quanto prima la data dell'incontro tra governo e Regioni al rientro del presidente Berlusconi dal suo viaggio in America» ha replicato Letta in apertura dei lavori, dopo un minuto di silenzio dedicato ai sei militari italiani uccisi in Afghanistan.

CONFRONTO RINVIATO - Le Regioni da tempo chiedono un confronto, in particolare sull'entità dei fondi Fas, sui finanziamenti per la sanità, sui tagli alla scuola. Un incontro del 5 agosto si era concluso con un nulla di fatto ed Errani aveva parlato di «rottura» con l'esecutivo. Le parti si erano date nuovamente appuntamento il 4 settembre, riunione poi slittata e riconvocata per giovedì scorso, 17 settembre. Ma anche questo appuntamento è saltato: giovedì, mentre era in corso una Conferenza delle Regioni straordinaria proprio per preparare il successivo incontro con il premier, l'incontro è stato annullato a causa di impegni istituzionali di Berlusconi.

GOVERNO E PARTI SOCIALI - Al vertice, presieduto da Letta (Berlusconi è assente), erano presenti i ministri Tremonti, Sacconi, Brunetta, Scajola, Maroni, Alfano, Matteoli. Al tavolo anche i segretari Cgil Guglielmo Epifani, Cisl Luigi Angeletti, Cisl Raffaele Bonanni e Ugl Renata Polverini; per Confindustria c'era il direttore generale Giampaolo Galli; per gli enti locali il coordinatore agli assessori provinciali al bilancio Antonio Rosati e per l'Anci il presidente del consiglio nazionale e sindaco di Roma Gianni Alemanno e il segretario generale Angelo Rughetti.

EPIFANI: «POCHI SOLDI» - Il segretario della Cgil Epifani si dice «critico» per le scelte fatte sulla Finanziaria, per «la scelta politica di mettere pochi soldi» mentre «altri Paesi hanno fatto di più». «Più risorse - ha aggiunto Epifani - servirebbero, ora che il fondo è stato toccato, per aiutare la risalita». Per il segretario è necessario tagliare le tasse sul lavoro dipendente: una richiesta, spiega, che l'esecutivo «non può ignorare». Epifani ha inoltre chiesto di «non spostare le aziende dal Sud al Nord o all'estero» ma, al contrario, di investire nel Mezzogiorno. Un punto, quello del lavoro dipendente, toccato anche dal segretario Uil, Luigi Angeletti: «Vi chiedo la disponibilità ad aprire una discussione per un impegno sulla riduzione delle tasse ai lavoratori dipendenti, ci aspettiamo semplicemente che manteniate gli impegni assunti con noi firmando l'accordo per la riforma del sistema contrattuale». Raffaele Bonanni si dice d'accordo con l'ipotresi dello scudo fiscale, «ma a patto che le risorse vadano anche ai contratti pubblici». Il segretario Cisl chiede poi un segnale di cambiamento sul fisco, «con l'accordo di tutti»: «Può essere la detassazione delle tredicesime, può essere tasse zero sul secondo livello contrattuale, può essere l'abbassamento delle aliquote per lavoratori e pensionati. Bisogna garantire cassaintegrazione ordinaria e anche in deroga per tutti quelli che perdono il lavoro. È importante che il governo ribadisca il concetto che nessuno resterà senza lavoro e senza reddito».

PD: «FINANZIARIA VUOTA» - Molto critico il Pd. «Aspettavamo una Finanziaria snella ma non vuota di contenuti - attacca Francesco Boccia, membro della commissione Bilancio -. Anche nel momento della verità Tremonti continua a mentire. I conti pubblici del nostro Paese non quadrano: dopo i dati allarmanti sulla diminuzione del gettito fiscale e del Pil, quelli sull'aumento esponenziale degli ammortizzati sociali, è ovvio che c'è bisogno di un intervento profondo più che di una Finanziaria vuota». Una critica al governo è arrivata anche dalla Confederazione italiana agricoltori, presente all'incontro. Le imprese agricole, sottolinea, «continuano ad essere ignorate. Nell'ultimo anno non è stata promossa una strategia capace di ridare vigore e impulso all'attività dei produttori. Manca una vera politica per l'agricoltura, che, oltretutto, fa i conti con uno scenario europeo e internazionale non certo positivo». Dello stesso parere la Confederazione dei produttori agricoli: «Il momento è tale che la manovra economica non potrà eludere la grave situazione in cui versa il settore dell'agricoltura» spiega il presidente Franco Verrascina.

21 settembre 2009

www.corriere.it

 

 

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