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Fondo Olivi. Contributo straordinario alla media e grande impresa

Il sostegno provinciale passa attraverso un accordo sindacale. Obbligatorio un piano di riorganizzazione interna a tutela dell'occupazione.

Fondo Olivi. Contributo straordinario alla media e grande impresa

(m.p.) - Approvata oggi dalla Giunta provinciale, su proposta dell'assessore all'industria, artigianato e commercio, la disciplina del «contributo straordinario per progetti di riorganizzazione aziendale, finalizzati alla stabilizzazione dei livelli occupazionali di medie e grandi imprese».

Il nuovo incentivo si rivolge alle imprese di maggiori dimensioni per incoraggiarle a salvaguardare i posti di lavoro sul territorio provinciale, nonostante i cali di produzione e di fatturato, e le difficoltà finanziarie in atto. L’aiuto della Provincia consente, in altre parole, di ristorare i maggiori costi che le imprese affrontano rinunciando a licenziare i lavoratori ed attuando invece un progetto di riorganizzazione aziendale.

Nella seduta odierna la Giunta ha dato il via libera all'attuazione della norma contenuta nella legge finanziaria di assestamento 2009. "Un provvedimento - sottolinea l'assessore all'industria - che favorisce il consolidamento di un patto virtuoso fra mondo dell'impresa e quello del lavoro, di cui si fa garante la Provincia; un patto tanto più importante in questo momento di crisi economica. Il messaggio che lanciamo è chiaro: la vera emergenza è la coesione sociale, e ad essa rispondiamo con un intervento a sostegno delle imprese che le impegna però a tutelare e valorizzare le risorse umane di cui dispongono. Si tratta di una misura scaturita da una forte concertazione fra tutti gli attori interessati, organizzazioni datoriali, sindacati, scaturita dalla consapevolezza che difendere le nostre industrie e tutelare la nostra forza lavoro significa salvare anche l’innovazione e, per il tramite di questa, l’economia del Trentino nel suo complesso».

Per quanto riguarda l’incentivo, questo rientra nel cosiddetto «pseudo de minimis», cioè l’«importo di aiuto limitato e compatibile» previsto dal quadro di intervento della Commissione europea nell’attuale crisi finanziaria ed economica, e pari ad € 500 mila per impresa nel periodo 1° gennaio 2008 – 31 dicembre 2010, al netto di eventuali contributi pubblici «de minimis» (aiuti di modesta entità) ricevuti nello stesso periodo.

Potranno richiedere l’agevolazione le medie e grandi imprese (cioè quelle con più di 50 dipendenti, ovvero un fatturato o un totale di bilancio superiore a € 10 milioni, anche attraverso il rispettivo gruppo di controllo) aventi una unità operativa sul territorio provinciale da almeno tre anni, che abbiano riscontrato un calo del fatturato pari ad almeno il 10% nel periodo (anno o semestre) immediatamente precedente o, in alternativa, che abbiano subito una penalizzazione da un provvedimento della pubblica amministrazione (esempio: esproprio). Le imprese richiedenti dovranno formulare un progetto di riorganizzazione aziendale e, soprattutto, stipulare un accordo sindacale che documenterà l’impegno a radicare in Trentino un determinato numero di unità lavorative annue (U.L.A.: cioè un lavoratore a tempo pieno o più lavoratori equivalenti a uno a tempo pieno per un anno) per un periodo variabile da 1 a 2 anni.

L’agevolazione varierà a seconda del periodo di mantenimento dei livelli occupazionali, e precisamente:

- fino a euro 1.000,00 per U.L.A. per un anno;

- fino a euro 1.500,00 per U.L.A. per diciotto mesi;

- fino a euro 2.000,00 per U.L.A. per due anni.

L’agevolazione sarà comunque determinata nella misura massima risultante sulla base dell’importo «pseudo de minimis» disponibile per ciascuna impresa. Per fare un esempio concreto, un’azienda con 200 dipendenti che si impegni a non licenziarne alcuno nei prossimi due anni, potrà ricevere € 400 mila (sempreché non abbia utilizzato altri aiuti «de minimis»), quindi € 2 mila a dipendente. Un’impresa, invece, che si impegni a salvaguardare 500 dipendenti, per un analogo periodo, ed abbia già ricevuto € 200 mila di «de minimis», non potrà ricevere più di € 300 mila, quindi € 600 a dipendente. In compenso, nel malaugurato caso che l’impegno non possa essere rispettato, il contributo verrà proporzionalmente revocato (pur con un margine di tolleranza del 10% di occupati in meno) con evidente maggiore penalizzazione per la prima impresa dell’esempio.

L’erogazione dell’aiuto avverrà immediatamente, non appena ottenuta dalla Commissione europea l’approvazione del regime di aiuto sopra ricordato, che è prevista entro un mese.

Le domande (che potranno essere presentate dal giorno che verrà comunicato successivamente, non appena ottenuta l’approvazione comunitaria, e fino al 31 ottobre 2009), saranno evase in ordine cronologico di presentazione.

La Giunta provinciale potrà tuttavia stabilire una riserva di fondi a favore delle imprese con più di 250 dipendenti ed eventuali ulteriori priorità finalizzate al rafforzamento della base produttiva.

Fin da lunedì prossimo, le imprese potranno formulare i progetti di riorganizzazione e stipulare gli accordi sindacali da allegare poi alla domanda.

17 aprile 2009

 

da www.ufficiostampa.provincia.tn.it

 

 

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