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Nuova Rosalpina. Beccati (Filt Cgil): “Due licenziamenti inaccettabili”

L'amministratore unico della società del Primiero licenzia i dipendenti con più anzianità di servizio. Beccati: “Assurdo. L'azienda, salva solo grazie all'impegno della Provincia, ora scarica i lavoratori"

Nuova Rosalpina. Beccati (Filt Cgil): “Due licenziamenti inaccettabili” Licenziati dall'oggi al domani. E' quanto è successo a due dipendenti storici della Nuova Rosalpina SpA di San Martino di Castrozza, azienda impiantistica salvata recentemente dal fallimento da una ricapitalizzazione da parte di società private della zona, ma resa concretamente possibile dalla riaffermata volontà della Provincia di realizzare un nuovo collegamento tra San Martino e il Passo Rolle.

La comunicazione del licenziamento è giunta ai due dipendenti tramite una lettera firmata dall'amministratore unico della società, Mario Marchesini, al vertice della società da metà agosto, che giustifica la decisione con le difficoltà economiche della società.

Alla decisione di Marchesini, risponde immediatamente la Filt Cgil del Trentino. Per il segretario del sindacato dei trasporti, Antonio Beccati, quella della Nuova Rosalpina è “una scelta assurda, inaccettabile e pericolosa”.

«Conosciamo bene le condizioni in cui si muove la società – avverte Beccati -, tanto che per primi ancora a luglio abbiamo lanciato l'allarme per l'occupazione in questo specifico settore in Primiero, chiedendo un intervento complessivo e una strategia di rilancio per gli impianti della zona. La risposta dalla Provincia è arrivata con l'ipotesi di collegamento con il Rolle e la Nuova Rosalpina ha così potuto trovare le risorse finanziarie necessarie a superare la crisi. Per questo ora è davvero assurdo che l'azienda scarichi due lavoratori».

Il segretario della Filt annuncia quindi l'immediata impugnazione dei licenziamenti. Tra l'altro, secondo quanto sostiene l'azienda, l'organico è già ora sottodimensionato. Riducendo ulteriormente il personale e licenziando i due dipendenti più esperti e con una lunga anzianità di servizio, il rischio è quello di produrre indirettamente delle conseguenze anche per quello che riguarda la sicurezza degli impianti. «Non c'è giustificazione alcuna – ragiona poi Beccati – alla scelta della società. Per questo oltre ad adire le vie legali per chiedere il rispetto dei diritti dei due lavoratori, abbiamo avvisato l'assessorato provinciale ai Trasporti di quanto sta accadendo. Sollecitiamo il vicepresidente Pacher ad intervenire al più presto e a lui chiediamo di interrompere ogni forma di finanziamento diretto o indiretto ad una società, come la Nuova Rosalpina, che non si fa alcuna remora di usare pretestuosamente le proprie difficoltà aziendali per mettere alla porta dei lavoratori».

Beccati sottolinea poi il senso di responsabilità di cui la Cgil ha dato dimostrazione in questi mesi, tanto che di fronte al mancato pagamento degli stipendi di giugno, luglio e agosto agli undici dipendenti dell'azienda, non ha mai cercato lo scontro. «Invece i dipendenti – conclude il segretario della Filt – sono ripaganti con uno schiaffo inaccettabile, il licenziamento di due colleghi oltre tutto over 50. Il tutto senza cercare una forma di conciliazione o garantendo l'accesso ai benefici degli ammortizzatori sociali. Una cosa di questo genere non è mai successa con nessuna altra azienda, neppure nei momenti di crisi più acuta del settore. Speravamo davvero di non dover mai affrontare casi di tale inciviltà in Trentino. Ed è per questo che faremo di tutto per bloccare questi insensati licenziamenti».


9 settembre 2009

 

 

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