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Sapes. Mobilità per 22 lavoratori

La crisi continua a colpire il settore metalmeccanico. Grasselli (Fiom Cgil): “A Storo e Condino in mobilità chi ha i requisiti per la pensione”. Ma contro la crisi chiede un tavolo permanente per il comparto

Sapes. Mobilità per 22 lavoratori

«La crisi del settore metalmeccanico è ancora pesante e i richiami all'ottimismo rischiano di restare solo vuote parole. Lo dimostra la situazione alla Sapes che ha dichiarato 22 esuberi da qui alla fine del 2010. Per affrontare la crisi del settore, che in autunno rischia di diventare molto dolorosa, ora serve un tavolo permanente con Provincia e imprenditori per monitorare il comparto metalmeccanico in Trentino e mettere in atto strategie condivise per sostenere l'occupazione e dare fiato ad una possibile, prossima ripresa».

Sono parole di Roberto Grasselli, segretario della Fiom Cgil del Trentino, a margine della trattativa con la Sapes, azienda metalmeccanica operante nel settore dei componenti per l'automotive, che ha dichiarato 22 esuberi su circa 160 dipendenti occupati negli stabilimenti di Storo e di Condino.

«Siamo riusciti – spiega Grasselli – a ridurre il numero di esuberi e a contenerne i “costi sociali”. Infatti nell'accordo di mobilità, si incentiva l'uscita di chi, nell'arco di tre anni, riuscirà ad accedere alla pensione. Restano però le difficoltà di un'impresa che negli anni scorsi aveva investito molto in nuovi macchinari, puntando ad un aumento di produttività e di fatturato misurato sull'andamento positivo degli ultimi anni. Oggi purtroppo l'azienda non può sfruttare quegli investimenti a causa della crisi che colpisce in particolare i settori delle macchine agricole e del movimento terra».

L'accordo firmato due giorni fa prevede la messa in mobilità dei 22 dipendenti tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2010 con la possibilità di aprire un'ulteriore finestra fino a metà del 2011. «Confidiamo – afferma Grasselli – che nel corso dei mesi prossimi le condizioni di mercato consentano un rilancio della produzione, evitando così questi licenziamenti. I nostri segnali però non sono positivi e solo a metà del 2010, temiamo, si verificherà una ripresa reale, seppur minima, dell'economia».

«Di fronte a questo quadro – conclude Grasselli – credo fondamentale che in Trentino sia di vita ad un tavolo permanente di monitoraggio del settore metalmeccanico, quello più colpito dalla crisi homepage anche perché più aperto alla competizione internazionale. Con Provincia e associazioni datoriali dobbiamo capire come affrontare non solo l'autunno, ma anche i mesi a venire. Dentro la crisi rischiano di venire triturate anche aziende capaci di grande innovazione e potenzialmente molto produttive. Dobbiamo evitare che questo accada, difendendo l'occupazione e stabilendo di comune accordo quali strategie mettere in campo per sostenere il settore. La manovra anticrisi dalla Provincia è stato un primo fondamentale passaggio in questo senso. Ma uno sguardo complessivo e una condivisione d'intenti tra tutti gli attori sono indispensabili anche nel prossimo futuro per uscire da questa crisi più forti».

9 settembre 2009

 

 

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