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Contratto agroalimentaristi. Sciopero per il contratto anche in Trentino

L'agitazione è proclamata da Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil per protestare contro lo stallo delle trattative per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro

Contratto agroalimentaristi. Sciopero per il contratto anche in Trentino

Ssciopero anche in Trentino venerdì 28 agosto per i circa 2.500 addetti del settore della trasformazione agroalimentare. Lo hanno proclamato unitariamente le tre categorie sindacali Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil che intendono protestare contro il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro scaduto ormai lo scorso 31 maggio.

Per Stefano Montani (Flai Cgil), Tiziano Faes (Fai Cisl) e Giovanni Galluccio (Uila Uil) «è inaccettabile che, dopo tre mesi di estenuanti trattative, Federalimentare non abbia saputo ancora portare al tavolo una proposta di aumento credibile. La trattativa è arrivata ad un punto morto anche per ragioni – e questo è ancor più grave - che esulano dalla trattativa stessa».

I tre sindacati, che nella loro piattaforma unitaria chiedono un aumento di 173 euro lordi mensili a regime sul triennio 2009-2012, sollecitano un atteggiamento più responsabile da parte degli imprenditori. «Temiamo infatti – spiegano i tre sindacalisti – che l'inerzia di Federalimentare a livello nazionale metta in discussione un sistema di relazioni industriali consolidato e molto avanzato. Anche in virtù di questo ci saremmo aspettati che le imprese avrebbero saputo valorizzare gli sforzi unitari delle nostre sigle nel presentare e sostenere una piattaforma unica per la trattativa sul rinnovo. Una strategia questa che ci consentirebbe di difendere con più forza e promuovere al meglio i contenuti di un eventuale accordo sul contratto».

Ma ora che l'accordo si fa più complicato, i sindacati a livello nazionale hanno deciso di mobilitare le lavoratrici e i lavoratori per chiedere il rispetto del proprio diritto ad avere un giusto e tempestivo rinnovo del contratto di lavoro. «Le nostre organizzazioni – concludono Montani, Faes e Galluccio – sono pronte a tornare al tavolo della trattativa quanto prima e a riprendere il dialogo con senso di responsabilità. Ma ora tocca agli imprenditori dare un segnale nella giusta direzione».

27 agosto 2009

 

 

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