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Icef. Cgil Cisl Uil: "E' strumento di equità"

Nota dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil del Trentino, Paolo Burli, Lorenzo Pomini ed Ermanno Monari dopo gli attacchi della Lega Nord al sistema di certificazione della condizione economica

Icef. Cgil Cisl Uil:

«Da parecchio tempo la Lega Nord del Trentino ha preso di mira l’ICEF, strumento utilizzato dalla Provincia Autonoma di Trento per valutare la condizione economica dei cittadini sulla base della ricchezza mobiliare ed immobiliare da essi posseduta e con questo stabilirne il concreto stato di bisogno materiale. Come al solito lo slogan leghista è focalizzato su una presunta agevolazione di alcune fasce di cittadini (extra comunitari in questo caso) a scapito di altre fasce di cittadini Trentini “doc”.

Varrebbe la pena ricordare a questa forza politica come l’ICEF sia stata studiata, valutata ed approvata in tempi in cui di cittadini extracomunitari ve n’erano veramente pochi nella nostra provincia, ma invece abbondavano i “furbi” trentini che, non dichiarando onestamente al fisco i loro guadagni, riuscivano ad ottenere splendidi privilegi: era arcinoto il fatto che figli di lavoratori autonomi, artigiani e commercianti avevano ogni sorta di sgravio ed esenzione (nonché il riconoscimento di ricche borse di studio) frequentando l’università trentina, mentre i figli dei lavoratori dipendenti non avevano accesso a tutto ciò dimostrando una “ricchezza spropositata” causata dalla corretta e trasparente dichiarazione dei redditi dei propri genitori.

In Trentino si è quindi deciso di interrompere questa truffa legalizzata a danno dei lavoratori dipendenti e dei loro figli introducendo, col favore del sindacato confederale, il nuovo indicatore dell’ICEF che verifica non solo il conto in banca, ma anche le varie proprietà mobiliari ed immobiliari.

Ogni sistema di certificazione della ricchezza - anche quello utilizzato dal Governo di centrodestra, l'ISEE - può essere perfettibile, ed in questo senso ci aspetteremmo delle proposte anche dalla Lega che non siano il solito ritornello dell’abolizione dell’ICEF.

Abolirla, infatti, significherebbe solo tornare a rubare ai poveri per dare ai ricchi che si fanno furbi dichiarando ciò che vogliono al fisco per pagare meno tasse e quindi avendo la possibilità di ottenere più servizi dalla Provincia, pagati ovviamente dagli altri cittadini.

Riguardo al tema della casa ITEA, a cui l’ICEF è strettamente legata, grida scandalo che vi siano persone con congruo gruzzolo in banca che ancora vivono in case pubbliche. Se nel corso degli anni la capacità di reddito della famiglia si è modificata in positivo e si è generato un consistente patrimonio, non riusciamo a capire perché lo stato di bisogno che ha portato all’assegnazione di un alloggio pubblico debba trasformarsi in un privilegio nel continuare a mantenerlo anche se le condizioni economiche della famiglia sono cambiate in meglio.

Il sindacato confederale considera ingiustificate le pretese della Lega di condizionare la trattativa tra il ministro Calderoli ed il governatore Dellai sull’applicazione del cosiddetto federalismo: così facendo siamo certi che al governo nazionale non sembrerà vero di togliere risorse al Trentino per destinarle, come già fatto, a comuni come Roma e Catania sicuramente meno virtuosi della nostra comunità ad amministrare e gestire risorse pubbliche .

Bel autogol per la Lega trentina, sicura perdita di risorse e di autonomia per la popolazione del nostro territorio».

27 agosto 2009

 

 

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