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Reddito di garanzia. Ok dei sindacati

Per primo in Italia, da ottobre il Trentino introdurrà il nuovo strumento di sostegno al reddito attivo in molti paesi europei. Per Cgil Cisl e Uil servono un monitoraggio e alcune modifiche dopo la fase di avvio.   

Reddito di garanzia. Ok dei sindacati

Partirà come previsto il 1° di ottobre il reddito di garanzia, il nuovo strumento di sostegno al reddito delle famiglie più deboli e a rischio esclusione sociale. Mutuato dalle migliori esperienze di welfare europee, la disciplina del reddito di garanzia - fissata da una delibera di giunta adottata in modo preliminare lo scorso 30 luglio - ha ricevuto oggi il via libera di Cgil Cisl e Uil del Trentino.

Incontrando l'assessore alle politiche sociali, Ugo Rossi e i dirigenti generali Nicola Cenname e Ivano Dalmonego, i rappresentanti sindacali - Franco Ischia per la Cgil, Lorenzo Pomini per la Cisl, con l'assenza giustificata di Ermanno Monari della Uil - hanno accolto positivamente l'introduzione di questo strumento, ma hanno anche rilevato la necessità di alcuni aggiustamenti ai criteri per l'accesso ai benefici, in primo luogo per quel che riguarda la determinazione del reddito ai fini Icef e gli obblighi dei beneficiari rispetto alle offerte di lavoro.

Stante l'urgenza di dare il via all'applicazione del reddito di garanzia, si è però convenuto di confermare i criteri attuali mentre la Provincia ha formalizzato l'impegno a convocare i sindacati dopo quattro mesi dall'avvio della raccolta delle domande, per verificare insieme la necessità di apportare eventuali modifiche alla disciplina e al regolamento attuativo.

Così a partire dal 1° di ottobre, il Trentino sarà la prima realtà territoriale in Italia ad introdurre questo stabilizzatore automatico del reddito. Tutti i nuclei familiari che avranno una certificazione Icef pari o inferiore a 0,13 potranno beneficiare di un'integrazione al reddito fino a 6.500 euro annui (aumentati in base al numero di componenti il nucleo), anche a fronte di cali improvvisi delle proprie disponibilità finanziarie. L'Icef infatti rileverà la condizione economica dei due mesi precendenti la richiesta.

Il bilancio provinciale per il 2009 e il 2010 stanzia 18 milioni di euro annui per questo intervento che, secondo le prime stime dell'Amministrazione, dovrebbe andare a beneficio di circa 5mila nuclei familiari residenti in Trentino. 

20 ottobre 2009

 

 

 

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