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Assemblea industriali. Burli (Cgil): “Un patto tra i produttori”

Lettera di Cgil, Cisl e Uil al presidente Dellai: “rilanciare la produttività e frenare la rendita in Trentino”.

Assemblea industriali. Burli (Cgil): “Un patto tra i produttori” «Rilanciare la produttività del sistema economico trentino e frenare la corsa alla rendita. Questi sono obiettivi imprescindibili se davvero vogliamo che il Trentino esca più forte da questa terribile crisi, creando nuova ricchezza da redistribuire. Nessuno può rimanere ancorato alle proprie posizioni. Con Cisl e Uil lo diciamo dall'autunno dello scorso anno, quando presentammo la piattaforma sindacale per le elezioni provinciali. Serve un patto tra tutti i produttori in Trentino, dagli imprenditori alla pubblica amministrazione passando per i lavoratori. Il nostro appello però fino ad oggi è stato poco ascoltato».

Alla vigilia dell'assemblea provinciale dell'Associazione degli industriali trentini che si riunirà a Levico lunedì 20 luglio e pochi giorni dopo l'invio di una lettera dei tre sindacati confederali al presidente Dellai, sul tema della produttività, la Cgil del Trentino, per bocca del suo segretario generale Paolo Burli, rilancia l'appello ad un patto tra i protagonisti della creazione di valore nell'economia trentina.

«E' positivo – sostiene Burli – che, in un quadro internazionale così fosco, il 2008 si sia chiuso con una flessione del Pil ridotta in confronto alla media nazionale e che, seppur sempre di recessione si parli, questa oggi sia meno drammatica in Trentino rispetto al resto del Paese».

Per la Cgil ciò non toglie che negli ultimi anni la produttività in Trentino sia stata bassa quanto quella nazionale. «E' arrivato il tempo – rilancia quindi il segretario di via dei Muredei - di affrontare questo nodo. Per farlo vorremmo partire dal miglioramento del welfare locale, dalla qualificazione del lavoro dentro le aziende e dalla selettività delle politiche di sviluppo pubbliche capace di favorire davvero la creazione di ricchezza, disincentivando la fuga nella rendita pura e semplice. Lo ha ripetuto recentemente anche il presidente Dellai al quale abbiamo quindi chiesto di dedicare un momento di approfondimento specifico a questo tema, all'interno dei periodici incontri sul monitoraggio della crisi».

Ma ora serve il protagonismo degli imprenditori e la loro disponibilità a mettersi in gioco. «Le questioni aperte sono molte – avverte il segretario della Cgil – ma vanno affrontate tutte assieme alle associazioni datoriali, industriali in testa. Servono anche il loro impegno e le loro idee. Potremmo partire dal condividere, una volta per tutte, alcuni principi: il fatto che il welfare trentino è un bene anche per lo sviluppo delle imprese, che produrre di più non significa lavorare di più, ma piuttosto lavorare meglio, che la qualificazione e l'innovazione delle imprese partono dalla valorizzazione e dalla formazione della forza lavoro, che per rafforzare il livello di internazionalizzazione del sistema economico, le aziende devono essere incentivate a crescere. Sulla base di questi punti fermi potremmo fissare delle buone pratiche da tradurre sperimentalmente in qualche contratto aziendale. E' una sfida che ai sindacati e ai lavoratori piacerebbe giocare. Agli imprenditori chiediamo di battere un colpo, perché il nostro non può restare un monologo ma deve diventare un confronto intenso e costruttivo».

18 luglio 2009

 

 

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