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Pacchetto (in)sicurezza? Noi disobbediamo

Appello di associazioni, volontariato, diocesi e sindacati contro il reato di clandestinità e le rode. Firma il documento, sostieni la convivenza
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Pacchetto (in)sicurezza? Noi disobbediamo

 

E' stato presentato giovedì mattina in conferenza stampa sotto la sede della Regione a Trento l'appello per l'obiezione di coscienza alle norme del pacchetto sicurezza che riguadano l'immigrazione, promosso da molte associazioni ed enti del privato sociale trentini.

 

Dopo gli interventi di Fabio Pipinato (Acli) e Antonio Rapanà, hanno preso la parola l'assessore alla convivenza Lia Giovanazzi Beltrami che ha ricevuto la solidarietà di tutte le associazioni promotrici dell'appello, ha annunciato che sottoporrà alla giunta provinciale il testo dell'appello ed ha ricordato le critiche rivolte dal presidente Dellai al provvedimenti contenuti nel pacchetto sicurezza. Don Beppino Caldera, intervenuto a nome della Diocesi di Trento, ha informato che tra i firmatari dell'appello c'è anche il vescovo Luigi Bressan.

 

 

Qui di seguito il testo dell'appello che può essere sottoscritto presso le sedi della CGIL del Trentino o su internet sul sito di Vita Trentina e di Unimondo.

 

in sicurezza?

 

“se voi avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni sono la mia Patria, gli altri i miei stranieri.”

Don Lorenzo Milani


Il “pacchetto sicurezza” approvato in parlamento rende la nazione più insicura introducendo la discriminazione tra persone in base alla distinzione di condizioni personali e sociali. Ciò è in contrasto con l’art. 3 della Costituzione Italiana.

La legge:

decreta il reato di clandestinità. Chi cerca futuro o pane non è, di per se, un potenziale delinquente. Con questa norma incorre in reato il migrante che perde il lavoro ed entro sei mesi non riesce a trovarne un altro; l’assistente domiciliare o colf che da mesi assiste i nostri anziani; i minori figli di immigrati irregolari; molti lavoratori del settore agricolo, turistico, ecc; sono tutti da punire penalmente? E che fine farà tutto il lavoro svolto in questi anni per armonizzare il diritto con l’accoglienza per promuovere l’integrazione?

riconosce le associazioni “di volontari per la sicurezza” (ronde); è preoccupante la delega a privati cittadini di compiti che sono propri delle forze dell’ordine, alimentando, in maniera perversa, un clima di diffidenza e insicurezza. Ritorniamo ad abitare i nostri territori, le strade e le piazze, reimparando a relazionare: dal “buon vicinato” sino alla solidarietà quotidiana: ricerchiamo di tornare dall’io al noi.

obbliga i pubblici ufficiali alla denuncia. Le istituzioni pubbliche da garanti dei diritti fondamentali diventano persecutorie. La paura aumenterà il rischio di fuga dai servizi pubblici fondamentali quali scuola, sanità, servizi sociali. Questo potrebbe portare al diffondersi di organizzazioni criminose che attendono a queste necessità.

istituisce un albo per i clochards e i senza dimora, stigmatizzando così una categoria di persone già debole e senza difese. Questo provvedimento toglie possibilità all’iniziativa degli Enti Locali di gestire situazioni e casi

CHIEDIAMO

ai nostri referenti politici:

sostanziali modifiche alla legge appena approvata e non solo a favore di colf e badanti; non permettere il sorgere di alcuna associazione volontaria per la sicurezza; favorire le iniziative di relazione e integrazione in nome della tutela dei diritti umani; di indagare sul destino delle persone rimpatriate.

ai pubblici ufficiali:

praticare, se necessario, forme di disobbedienza civile, garantendo i servizi e non la denuncia per il migrante non regolare.

alla cittadinanza:

sottoscrivere e fare sottoscrivere il presente appello; sostenere tutte le iniziative di accoglienza, solidarietà e tutela dei diritti fondamentali di ogni persona

L'appello è visibile all’indirizzo www.unimondo.org e sottoscrivibile anche all'indirizzo www.vitatrentina.it/partecipa 

Il presente appello è promosso: 

Punto d’incontro, CNCA Trentino, Fondazione Comunità Solidale, ACLI, CGIL del Trentino, Volontari di strada, Unimondo, Fondazione Migrantes, Caritas Diocesana, APAS, Villa S. Ignazio, GrIS, Centro Missionario Diocesano, Comunità di San Francesco Saverio, Mensa della Provvidenza-frati Cappuccini, Casa della Giovane, Fiopsd, Commissione Giustizia e Pace, Pastorale Sociale del Lavoro, ATAS

 

 

 

 

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