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Dpef, Pil -5,2%. Nel 2010 la ripresa

Presentato il Dpef alle parti sociali. Epifani si arrabbia: “Il governo non ci ha detto nulla su pensioni e scudo fiscale"

Dpef, Pil -5,2%. Nel 2010 la ripresa

Il deficit pubblico si attesterà quest'anno al 5,3%, per poi scendere al 5% nel 2010. Considerando il valore al netto delle misure una tantum e della componente ciclica, inoltre, il deficit strutturale arriverà infatti al 3,1% nel 2009 e al 2,8% nel 2010. Sono queste le ultime previsioni sull'andamento del debito netto previste dal governo nel Dpef, riferite nell'incontro con le parti sociali.

Il Pil italiano, prosegue il testo, registrerà nel 2009 una contrazione del 5,2%, ma la crisi mostra segni di attenuazione e negli ultimi mesi si sono ripetuti 'segnali non negativi', tanto da ipotizzare la ripresa per il 2010, anno nel quale il Pil tornerà a crescere segnando un +0,5% per poi registrare un incremento del 2% in ciascuno degli anni del triennio 2011-2013.

Il Dpef che sarà varato il 15 luglio dal Consiglio dei ministri sarà l'ultimo. Lo ha ricordato alle parti sociali il titolare dell'Economia, Giulio Tremonti, ricordando che la riforma della Finanziaria in via di approvazione introdurrà la Dfp, Decisione di finanza pubblica. Il governo, ha detto Tremonti, confermerà le prestazioni per quanto riguarda pensioni, assistenza e sanità perché “la pace sociale è necessaria”. Fondamentale l'attuazione del federalismo fiscale e la lotta all'evasione, a suo giudizio, e il Dpef conterrà anche i finanziamenti della Banca mondiale.

“Ancora una volta non c'è nulla per il lavoro dipendente e i pensionati".

E' quanto ha affermato il segretario della Cgil Guglielmo Epifani al termine dell'incontro con le parti sociali sul Dpef. Epifani ha anche sottolineato che “il governo non ci ha detto nulla né sulle pensioni né sullo scudo fiscale. L'unica cosa che ci hanno detto è che per il lavoro dipendente dal fisco non verrà nulla. Cosa dobbiamo fare? Tutto questo è inammissibile”. Per la Cgil è stato “un incontro generico”: “I problemi sono da affrontare con più forza”, ha detto Epifani. “Le risposte non sono venute e di questo mi rammarico”. 'Abbiamo sollecitato il governo a stanziare risorse per i contratti pubblici e chiesto, stante la situazione relativa agli ammortizzatori sociali, che il governo dovrebbe pensare di aumentare in via straordinaria la durata della disoccupazione'.

Durante l’incontro, secondo quanto riferiscono le agenzie, Epifani ha detto che la Cgil è disposta a parlare di pensioni, ma “in modo organico e puntando sulla flessibilità in uscita come previsto dalla riforma Dini”. ”Si sarebbe dovuto fare di più a sostegno della domanda – ha detto sempre Epifani –, questo avrebbe evitato il crollo del Pil da cui dipende anche il cattivo andamento del deficit, malgrado l'impegno del governo sui conti pubblici”. Bisogna abbassare il prelievo fiscale sui lavoratori dipendenti, a suo giudizio, “il ministro Tremonti potrebbe esercitare la fantasia per sostenere i consumi manovrando la leva del fisco”. Infine per Epifani è necessario “sostenere i lavoratori a termine che stanno per essere mandati a casa, prolungando gli interventi di qualche mese, e cambiare la Social Card con strumenti più efficaci”.

Bonanni, coesione sociale e aiutare le famiglie

“La coesione sociale è un obiettivo importante per tutti, bisogna proseguire su questa strada e rafforzare questo elemento”. Lo afferma il segretario generale della Cisl, Raffele Bonanni. “E' giusto sostenere gli investimenti, ma – specifica - la detassazione deve restare strettamente legata all'acquisto di macchinari e mezzi della produzione. Spero che il governo ci consegni presto un inventario su opere pubbliche bloccate, perché ci sono tanti soldi che non vengono spesi, al nord e al sud”. La proposta della Cisl, spiega, “è che il governo nomini venti commissari straordinari ad acta per le opere pubbliche”. In tema di fisco, bisogna “alleviare le condizioni delle famiglie – dice -, i soldi non spesi della social card ed i risparmi della previdenza vadano al fondo per le famiglie non autosufficienti". Sulle pensioni, infine, “spero l'intervento si limiti alle donne nel pubblico impiego”, puntando su incentivi e flessibilità.

Angeletti, subito piano casa e moratoria per chi non licenzia

La Uil chiede al governo che “vengano finalmente spesi i soldi stanziati per gli investimenti infrastrutturali, che sia attivato il piano casa, che sia definita una moratoria per il pagamento dei contributi a favore delle piccole imprese che non licenziano e che si riducano le tasse sulla tredicesima”. Sono le richieste del segretario generale, Luigi Angeletti, al vertice di Palazzo Chigi tra governo e parti sociali sul Dpef. “Poiché sul fronte occupazionale abbiamo subito meno degli altri Paesi - aggiunge - che si continui nella politica sino ad ora attuata”.

Marcegaglia, priorità coesione, credito e investimenti

Coesione sociale, credito, investimenti e infrastrutture. Sono queste le priorità della Confindustria illustrate dal presidente, Emma Marcegaglia. Le pensioni, aggiunge, sono “un tema delicato, che va trattato con attenzione. La logica di legare l'età pensionabile all'andamento demografico è la strada giusta”.

 

da Rassegna.it

14/07/2009 19:14

 

 

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