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Fallimento Atv. Burli (Cgil): “Servono i privati, la Provincia non basta”

Per la Cgil vanno salvaguardati i lavoratori delle Funivie Folgarida Marilleva e i 400 soci di Atv. Appello agli imprenditori. Burli: “La magistratura accerti le responsabilità. Chi ha sbagliato deve pagare”

Fallimento Atv. Burli (Cgil): “Servono i privati, la Provincia non basta” Aeroterminal Venezia corre spedita verso il fallimento lasciando dietro di sé una voragine di debiti per quasi 190 milioni di euro verso banche ed azionisti, mentre il bilancio della società controllante, le Funivie Folgarida Marilleva, già in rosso per 90 milioni di euro, rischia di essere a sua volta travolto dal crack finanziario dell'operazione Tessera.

Sono numeri allarmanti che stanno preoccupando anche la Cgil del Trentino. Per il segretario generale di via dei Muredei, Paolo Burli, «l'avventura immobiliare del patron Bertoli e del suo ex braccio operativo Poletti rischia di mettere in ginocchio centinaia di famiglie, a partire da quelle dei lavoratori delle Funivie Folgarida Marilleva, di Pejo Funivie e di tutto il comparto turistico della Valle di Sole. Bene quindi fa la Provincia a prendere in considerazione forme di intervento per l'economia dell'alta valle del Noce, se queste hanno l'obiettivo di tutelare l'occupazione di migliaia di lavoratori e magari se daranno risposte anche ai 400 azionisti convinti da Bertoli ad investire in Aeroterminal. Ma a pagare non può essere solo Pantalone. In primo luogo, chi ha promosso questa fallimentare operazione speculativa deve assumersi le proprie responsabilità anche finanziarie e assolvere ai propri obblighi fino all'ultimo centesimo. Poi anche gli imprenditori trentini devono fare la propria parte per salvare l'economia della zona. Per consolidare le funivie serve un progetto imprenditoriale valido, manager preparati e capitali freschi di provenienza privata».

L'appello della Cgil è quindi rivolto in primo luogo agli operatori economici del settore e in particolar modo ad industriali ed albergatori. «L'economia turistica della Val di Sole – spiega Burli – ha bisogno del sano protagonismo degli imprenditori, che metta definitivamente da parte le pure logiche di speculazione o di rendita, per guardare all'economia reale e al destino di migliaia di lavoratori. Ci aspettiamo quindi un impegno da parte di Vescovi e Rigotti e delle loro due associazioni. Il solo intervento pubblico infatti non risolverebbe la situazione. Al presidente Dellai diciamo invece di aprire un tavolo sul futuro del turismo invernale in val di Sole e in tutto il Trentino. Come sindacati, siamo pronti a dare il nostro contributo».

Tutto ciò però, per la Cgil, deve rispettare una condizione di fondo. «Dentro la disastrosa partita che si è giocata sui terreni di Tessera – conclude Burli – qualcuno ha mosso male le proprie pedine. Speriamo si sia trattato solo di errori e non di strategie fraudolente. Ad ogni modo, chi ha sbagliato bisogna che paghi. La magistratura accerti velocemente di chi sono le responsabilità di questo disastro».

8 luglio 2009

 

 

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