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Sciopero generale 25/11: per i lavoratori agricoli un motivo in più per scendere in piazza

Non sono ancora stati abrogati i tagli all'indennità di disoccupazione

Sciopero generale 25/11: per i lavoratori agricoli un motivo in più per scendere in piazzaE' ormai trascorso un anno dal dicembre 2004, quanto le lavoratrici ed i lavoratori del comparto agricolo e della forestazione hanno incrociato le braccia contro un provvedimento - l'articolo 147 della Finanziaria 2005 - che avrebbe ridotto notevolmente l'indennità speciale di disoccupazione agricola. L'impegno di tutti, aveva ottenuto lo scopo di eliminare temporaneamente il provvedimento dalla legge finanziaria e di strappare l'impegno del Ministro delle politiche agricole volto a superare tale disposizione con una delega contenuta nella legge di riforma previdenziale agricola. Ma il lupo perde il pelo ma non il vizio: a distanza di dodici mesi il gioco di colpire una delle fasce più deboli dei lavoratori, gli stagionali agricoli, si ripropone in tutta la sua odiosità con la riproposizione dei tagli all'interno della finanziaria 2006 Nuova mobilitazione del settore, nuovo sciopero il 7 novembre con un altissima adesione in tutto il Paese e dell'80% in Trentino ma, a tutt'oggi, l'articolo 1 comma 147 della legge finanziaria 2005, ovvero il taglio dell'indennità di disoccupazione per i lavoratori agricoli non è stato abrogato. Solo impegni generici ai quali, come prassi di questo esecutivo quando c'è da colpire i lavoratori, non hanno fatto seguito i fatti. Non solo si taglia reddito di chi, con un lavoro stagionale e precario fatica ad arrivare a fine mese, ma si prevede l'ennesimo condono previdenziale per le imprese non in regola con i versamenti, ad ulteriore conferma della filosofia di questo governo: chi evade va premiato. Dulcis in fundo, viene presentato un testo che se passasse, permetterebbe alla stragrande maggioranza delle imprese agricole (quelle che non ricevono contributi per investimenti), di non presentare obbligatoriamente il certificato di regolarità contributiva. Non vorremmo che operazioni spot e senza alcuna logica, come i 1000 euro che saranno elargiti per ogni bimbo nato nel 2005 indipendentemente dal reddito dei genitori (bella pensata!), fossero finanziate in buona parte, ancora una volta con i soldi dei più poveri, in questo caso delle lavoratrici e dei lavoratori agricoli. 24 novembre 2005

 

 

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