NEWS

Arcese. Dalla Filt Cgil no alla rateizzazione della quattordicesima

Dopo l'assemblea dei lavoratori si apre una vertenza contro l'accordo su 14° e Cigo. La nota di Fulvio Flammini e Franco Tessadri (Filt Cgil del Trentino)

Arcese. Dalla Filt Cgil no alla rateizzazione della quattordicesima

 

La nota della Filt Cgil del Trentino, firmata da Fulvio Flammini e Franco Tassadri, dopo l'assemblea dei lavoratori della Arcese Trasporti SpA che ha respinto l'accordo siglato a Roma su rateizzazione della 14° e la cassa integrazione ordinaria.

"Su proposta della FILT/CGIL del Trentino e dei delegati sindacali CGIL dell'unità produttiva di Arco/Rovereto, lunedì 6 luglio si è riunito il personale dipendente dalla ARCESE TRASPORTI SPA.Si è dibattuto principalmente sul verbale di accordo relativo alla "rateizzazione" della 14^ mensilità ed alla cassa integrazione guadagni ordinaria (CIGO), sottoscritto a Roma il 26 giugno u.s. e non firmato dalle strutture sindacali promotrici dell'odierna assise.

I lavoratori hanno deliberato di procedere con il ricorso giudiziale avanti il Tribunale di Rovereto per ottenere il pagamento integrale della 14^ mensilità entro il 10 luglio 2009, così come prevede il

contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL), e di rigettare la rateizzazione. Solo oggi sono già state attivate 15 vertenze; nei prossimi giorni ne seguiranno altre.

Per quanto concerne l'altro punto pregnante dell'accordo romano (la CIGO), l'assemblea non accetta che l'impresa collochi in cassa integrazione fino a 75 autisti ogni settimana (da oggi al 09 ottobre

2009, con l'esclusione di parte del mese di agosto per ferie) senza un serio impegno a non utilizzare le ditte monoveicolari (i cosiddetti "padroncini") ed il personale delle imprese straniere del gruppo (in particolare la ditta slovacca).

In tal caso si avrebbe il paradosso che il costo del personale viaggiante assunto in Italia verrebbe "scaricato" sull'INPS, mentre il lavoro (o parte di esso) dei cassintegrati sarebbe svolto da privati o ditte straniere: un doppio danno all'INPS, che non si vedrebbe entrate da lavoro dipendente per 75 autisti e che per questi ultimi dovrebbe invece pagare la cassa integrazione. Guadagno all'impresa che risparmierebbe sul costo del lavoro e sul costo del

trasporto. Gli unici costi di Arcese sarebbero i bassi stipendi agli autisti della ditta straniera (con versamenti assicurativi, contributivi e fiscali in favore della Repubblica Slovacca, a danno dell'Italia) ed il costo chilometrico dei padroncini. Insomma la collettività si deve "accollare" i mancati introiti della ARCESE TRASPORTI SpA.

Su questo punto è stato incaricato uno studio legale per valutare la possibilità di un esposto alla Procura della Repubblica competente per eventuali reati connessi a tale discutibile comportamento dell'impresa".

6 luglio 2009

 

 

TORNA SU