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I mille di Autobrennero e il nodo del contratto

Ieri sera un lungo confronto con la dirigenza sugli aumenti in busta. Chiesti 130 euro in 4 anni, ma pesa il calo ricavi

I mille di Autobrennero e il nodo del contrattoIn una giornata segnata a lutto, fin dal mattino, dalla notizia della morte di Karel Van Miert - il regista, corretto cortese e competente, del tunnel del Brennero, amico delle autonomie e dell'Autostrada A22 - la società di via Berlino ha avviato la trattativa con i sindacati sul contratto integrativo: si pensava a un accordo rapido, ma alle dieci e mezzo di ieri sera il confronto è stato rinviato.

Il nodo è l'entità dell'aumento da applicare quest'anno ai circa mille dipendenti (nell'ultimo bilancio l'organico aziendale era di complessive 1005 unità) rispetto a una richiesta sindacale che ricalca quella di 4 anni fa: 130 euro al mese in 4 anni. Se si debba partire con la quota parte più robusta (50 euro?) o se sia il caso di liquidare una «una tantum» più leggera per poi slittare al 2010 col contratto, come vorrebbe l'azienda visto il calo dei ricavi stimato quest'anno in 30 milioni, è stato il principale nodo del confronto.

Ma nel pacchetto c'è anche una polizza sanitaria come benefit aziendale. Per l'azienda c'erano il presidente Duiella, il direttore generale Occello, il vicario Giovanazzi e il responsabile del personale D'Alessio. La delegazione sindacale e i sindacati c'erano Caldera della Cgil, Santoni della Cisl, Lasagna della Uil e Colombini dell'autonomo Sla. L'Autobrennero è sì una spa privata ma con la maggioranza saldamente nelle mani degli enti pubblici regionali, il che è una bella garanzia almeno finché dura la concessione: e in Autobrennero non ci si può lamentare dei livelli retributivi. Un casellante (lavoro certamente più duro rispetto a quello degli impiegati) arriva a prendere più di 2mila euro. All'orizzonte del 2010 il contratto unico lavoratori della viabilità di Autostrade e Anas, che ai dipendenti A22 piace poco. La dirigenza rassicura i mille addetti ma avverte: non tirate la corda, c'è la crisi.

Che sia un anno di magra per l'A22 lo conferma l'ultimo rapporto diffuso dall'Aiscat, con il confronto sul traffico nei primi tre mesi dell'anno: l'Autobrennero accusa un calo complessivo anche un po' superiore a quello della media delle autostrade italiane: -8,2% rispetto al -7,4%. E in particolare i veicoli pesanti sono diminuiti nel primo trimestre 2009 del 17,2%, rispetto a una media del -13%.

da l'Adige, 24 giugno 2009

 

 

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