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Iran. Cgil Cisl Uil: "Garantire democrazia e diritti"

Insieme alla Confederazione internazionale dei sindacati, Epifani, Bonanni e Angeletti chiedono la fine della violenza e della repressione in Iran.

Iran. Cgil Cisl Uil:

 

Giovedì 25 giugno, centinaia di persone hanno presidiato pacificamente l'ambasciata dell'Iran a Roma per chiedere la fine della repressione nel paese mediorientale e sostenere il rispetto dei diritti democratici di espressione e manifestazione.

La mobilitazione è nata nell’ambito della giornata mondiale promossa dalla ITUC e dalle Global Unions, per oggi, 26 giugno, per i diritti sindacali e la liberazione degli attivisti sindacali indipendenti in carcere in Iran.

 

 

CGIL, CISL e UIL stanno seguendo con attenzione e preoccupazione la situazione in Iran, che sembra precipitare di ora in ora. Il regime ha finora scelto la strada della repressione violenta di un enorme e pacifico movimento popolare che chiede il rispetto della volontà di cambiamento espresso dalla grandissima affluenza al voto e negato dal risultato elettorale ufficiale, che buona parte degli iraniani leggono come truccato.

La manifestazione di Roma ha visto la presenza dei Segretari Generali di CGIL, CISL e UIL, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, e delle delegazioni della ITUC, del TUAC e delle organizzazioni sindacali dei paesi del G8, a Roma per la consultazione delle parti sociali con il presidente di turno, Silvio Berlusconi. I sindacati del G8 hanno rilasciato una dichiarazione sulla situazione in Iran, che si può legger qui di seguito. 

"La CIS, il TUAC e i leader delle Confederazioni Sindacali dei paesi del G8 esprimono profonda preoccupazione per la situazione in Iran in seguito alle contestate elezioni nelle quali il Presidente Mahmoud Ahmadinejad è stato dichiarato vincitore tra denunce di brogli elettorali da parte dei candidati presidenziali dell'opposizione.
Molte persone sono state uccise e molte di più sono rimaste ferite negli scontri con le forze governative che hanno represso brutalmente le straripanti manifestazioni pacifiche che richiedevano un riconteggio dei voti o l'annullamento delle elezioni. I media hanno subito una repressione ufficiale, mentre inviati, giornalisti, e attivisti politici sono stati arrestati.
Esprimiamo forte condanna nei confronti della violenta risposta delle autorità contro le manifestazioni pacifiche, richiediamo l'immediata interruzione di qualsivoglia repressione e la piena libertà di espressione e di manifestazione.
Facciamo appello alle autorità iraniane affinché i responsabili di morti e feriti vengano condotti di fronte alla giustizia.
Il popolo iraniano ha pienamente diritto a totale trasparenza e democrazia. Facciamo appello a coloro che detengono il potere affinché garantiscano il pieno rispetto della democrazia e dei diritti umani riconosciuti a livello internazionale.
Sosteniamo pienamente la campagna delle organizzazioni sindacali internazionali e la giornata mondiale di mobilitazione promossa da CIS, IE, ITF e IUF per domani, 26 giugno, in favore del rilascio dei sindacalisti che negli ultimi anni sono stati arrestati in ragione delle proprie attività a sostegno dei diritti dei lavoratori. Tra coloro che sono stati imprigionati citiamo i leader del sindacato degli operatori dei trasporti pubblici Mansour Osanloo, malmenato e arrestato dalle forze di sicurezza il 10 luglio 2007, meno di tre settimane dopo aver preso la parola nel corso di una riunione del Consiglio Generale della CIS a Bruxelles.
Ancora una volta, come denunciato dall’OIL, dobbiamo lamentare la triste situazione dei diritti dei lavoratori: le autorità iraniane preferiscono reprimere l'attività sindacale indipendente piuttosto che rispettare le norme globali stabilite dall’Organizzazioni Internazionale del Lavoro.
Richiediamo l'immediato rilascio dei sindacalisti, dei prigionieri politici e di coloro che sono stati arrestati nella mobilitazione di questi giorni.
Facciamo appello alle autorità iraniane affinché rispettino appieno i diritti dei lavoratori e i diritti umani fondamentali nel quadro di quello che deve divenire un Iran veramente democratico".

Roma, 25 giugno 2009

 

 

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