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Crisi. Metalmeccanici in piazza per il sostegno ai redditi

Presidio in piazza Dante per la formazione, la strutturalità degli ammortizzatori sociali e l'integrazione dei redditi di sospesi

Crisi. Metalmeccanici in piazza per il sostegno ai redditi

I metalmeccanici si mobilitano per chiedere alla Provincia lo sblocco delle risorse stanziate dal piano anti crisi ed interventi concreti a sostegno dei redditi dei  lavoratori in cassa integrazione. E dalla Giunta provinciale arriva il primo sì. L'assessore Olivi, incontrando lavoratori e sindacati, apre adl confronto. "La manovra non è rigida - ha spiegato il titolare della delega all'industria - e può essere rimodulata. A breve convocheremo Cgil, Cisl e Uil per verificare l'attuazione della manovra e approtare le dovute modifiche". 

Alla base della manifestazione non ci sono le difficoltà economiche di migliaia di operai in cassa integrazione costretti a vivere con poco più di 800 euro al mese, ma anche la parziale attivazione dei corsi di formazione e la necessità di rendere strutturali alcune misure contenute nel pacchetto lavoro, licenziato a gennaio dalla giunta, con il quale si garantivano ammortizzatori sociali anche a chi, fino ad allora, ne era  sprovvisto.

 

«La manifestazione dei metalmeccanici si è tenuta in un clima davvero molto positivo - commenta il segretario generale della Cgil del Trentino, Paolo Burli -. Con la loro presenza gli operai hanno voluto lanciare un segnale alle istituzioni affinché nessuno si dimentichi che a pagare il conto più salato della crisi internazionale sono proprio i lavoratori».

«Abbiamo quindi apprezzato - continua Burli - la conferma da parte dell'assessore provinciale all'industria, Alessandro Olivi, e tramite lui, quella del presidente Lorenzo Dellai, dell'intenzione di spendere tutte le risorse stanziate a favore dei lavoratori in difficoltà e la disponibilità ad aprire a breve un confronto per concertare le modifiche necessarie al pacchetto lavoro della manovra anti crisi. Dopo aver condiviso la manovra anti crisi voluta dal presidente Dellai, oggi siamo pronti a discutere con la Provincia per riuscire a dare insieme una risposta concreta ai lavoratori. Vogliamo rendere strutturali alcune misure di sostegno al reddito per chi oggi è privo di ammortizzatori sociali, misure, tra l'altro, già contenute nella manovra anti crisi. Inoltre dobbiamo garantire lo sblocco effettivo della formazione e una concreta integrazione al reddito per i lavoratori sospesi».

 

 


Per il segretario della Fiom del Trentino, Roberto Grasselli, il presidio di oggi è stato molto positivo. «La mobilitazione - spiega - ha sortito un primo effetto. L'assessore Olivi si è assunto l'impegno di aprire un dialogo con i sindacati per garantire l'effettivo utilizzo delle risorse stanziate dal bilancio provinciale come sostegno all'occupazione e ai redditi dei lavoratori».

«Oltre a rendere strutturale il sistema degli ammortizzatori sociali locali e allo sblocco delle risorse per la formazione - aggiunge Grasselli -, continuiamo a chiedere un sostegno straordinario ai redditi di chi sta in cassa integrazione da ormai da molti mesi. I cassintegrati guadagnano circa 800 euro, poco più della metà di uno stipendio normale. Con così pochi soldi è impossibile far fronte alle necessità più impellenti di una famiglia: è questo che vogliamo far capire al Governo provinciale. Molti lavoratori in cassa faticano a pagare il mutuo o l'affitto. Per questo serve un intervento della Provincia».

E conclude. «I soldi sono già lì. Non vogliamo altri stanziamenti. Pretendiamo solo che le risorse messe a disposizione della manovra anti crisi – che abbiamo apprezzato e condiviso - vengano spesi fino all'ultimo centesimo per aiutare i lavoratori in difficoltà. Anche questo è uno strumento per uscire dalla crisi, perché solo se le famiglie hanno qualche soldo in tasca possono pensare di spenderli, rilanciando consumi e produzione».

 

19 giugno 2009

 

 


 

 

 

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