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Direttivo Cgil. Tutelare il lavoro, sostenere le famiglie

Ordine del giorno dell'assemblea di via dei Muredei sulle priorità per battere la crisi economica

Direttivo Cgil. Tutelare il lavoro, sostenere le famiglie

 

Qui di seguito pubblichiamo il testo dell'ordine del giorno approvato dal comitato direttivo della Cgil del Trentino riunito oggi per discutere della situazione sociale ed economica in Trentino

 


I dati pubblicati in questi giorni dai quotidiani locali sono solo la più tangibile prova della grave situazione di stallo in cui si è avvitata prima l'economia mondiale, poi di conseguenza quella provinciale. Il ricorso alla cassa integrazione guadagni ordinaria solo nei primi mesi di quest'anno si è attestato, nel comparto manifatturiero, sugli stessi livelli (circa 780 mila ore) accumulati complessivamente nei quattro anni precedenti. Tra gennaio e maggio del 2009 le ore di ordinaria sono superiori di ben 24 volte quelle utilizzate nei primi cinque mesi dell'anno passato. Il rallentamento dell'economia, la discesa delle capacità produttive non si sono ancora arrestati.

Se le cause ultime della più drammatica recessione del secondo dopoguerra sono plurime e ad oggi ancora indecifrabili (deregulation della finanza, aumento spropositato del debito privato, disparità sociali, squilibri nelle partite correnti tra gli Stati, globalizzazione dei mercati non governata, illimitatezza dei consumi, insostenibilità dello sviluppo sul medio periodo), è certo che le conseguenze ricadono per primi su milioni di lavoratori in tutto il mondo ed anche su quelli che vivono e lavorano in Trentino.

Anche per questo motivo, in anticipo sul resto del Paese, la nostra provincia, grazie alla collaborazione tra Giunta provinciale e parti sociali, ha messo in campo risorse e progetti in grado di tamponare gli effetti più immediati della crisi. La prima missione è stata quella di tutelare i lavoratori privi di significativi ammortizzatori sociali, grazie al sostegno provinciale al reddito per collaboratori, tempi determinati, apprendisti, che, pur avendo perso il proprio posto di lavoro, avrebbero potuto godere di parziali se non nulli benefici sociali.

In aggiunta ampliato le garanzie per evitare un'emorragia di posti di lavoro attraverso l'accordo sulla cassa in deroga e gli strumenti di sostegno alle imprese che su accordo sindacale, si impegnano a non licenziare.

In totale sono state mobilitati circa 99 milioni di euro solo per il 2009. A ciò si potranno aggiungere altre risorse attraverso i finanziamenti della Regione. Proprio ieri infatti, su richiesta dei sindacati confederali del Trentino e dell'Alto Adige, l'assessore regionale Martha Stocker ha annunciato la disponibilità a stanziare circa 5 milioni di euro per ciascuno delle due Province autonome, per aumentare per esempio il trattamento economico dei lavoratori in mobilità regionale parificando a quello della mobilità nazionale.

Questo passaggio segna una svolta nell'impegno sindacale per rafforzare le garanzie per le lavoratrici e i lavoratori colpiti dalla crisi. La Cgil del Trentino, insieme a Cisl e Uil, anche su richiesta di diverse categorie, può infatti concentrarsi ora da un lato sul consolidamento di ciò che si è acquisito fino ad oggi (strutturalità del nuovo sistema di ammortizzatori sociali provinciali, attuazione concreta del reddito di garanzia); dall'altro, sul rafforzamento delle tutele e delle garanzie di reddito a tutti gli altri lavoratori colpiti dalla crisi, senza per questo aver perso il posto di lavoro.

Per raggiungere questo obiettivo, il comitato direttivo della Cgil del Trentino riunito oggi in assemblea impegna l'organizzazione, anche attraverso specifiche iniziative di mobilitazione, a

1.stabilire con la Provincia Autonoma di Trento che i fondi destinati dalla manovra di bilancio per il 2009 alla tutela dell'occupazione e al sostegno ai lavoratori vengano concretamente utilizzati nel corso dell'anno agli scopi prefissati;

2.sostenere con forza insieme a Cisl e Uil la richiesta alla Giunta provinciale di introdurre nuovi strumenti di sostegno al reddito per i lavoratori in cassa integrazione guadagni, in mobilità o in disoccupazione.

29 maggio 2009

 

 

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