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Mahle, 317 lavoratori in cassa straordinaria

La fabbrica di Spini lavora al 35%, travolta dal tracollo del settore auto. Rinviati, ma solo per ora, oltre 100 licenziamenti.

Mahle, 317 lavoratori in cassa straordinaria

Immersa nella crisi nera del mercato dell'auto e dei mezzi pesanti (all'Iveco Francia, che è uno dei suoi clienti, stanno lavorando 3 giorni al mese), la Glacier Vandervell-Mahle sta per infilare un tunnel ancora più buio di quelli di Dana e Whirlpool.

Ieri il direttore dello stabilimento di Gardolo, ingegner Diego Dalceggio (nella foto a sinistra) , affiancato dalla responsabile delle risorse umane Gloria Cerina, l'ha detto chiaro e tondo ai delegati di fabbrica e ai segretari provinciali dei metalmeccanici: l'azienda sta lavorando al 35-40% delle sue potenzialità e dai vertici della multinazionale le indicazioni sono chiare: o si ristruttura pesantemente (il che significa, tradotto in teste, licenziare almeno un terzo dei 317 dipendenti, in proporzione all'attuale produzione) o si rinvia il taglio al 2010, sperando che nel frattempo il mercato riprenda (ma c'è chi dice che, nell' automotive bisognerà aspettare il 2011).

Intanto, però, basta cassa integrazione ordinaria. Si avvia l'iter della cigs, la cassa integrazione guadagni straordinaria, che costa meno all'azienda (i contributi calano dall'8 al 4,5%) e che prelude comunque, dopo 12 mesi, al ridimensionamento della forza lavoro nello stabilimento di Trento. Una situazione difficile, dunque, e ancora più difficile considerando chi sono i dipendenti Mahle, che già hanno fatto 30 settimane di cassa integrazione ordinaria. Non ci sono, tra loro, le decine di operai già avanti negli anni, «pre-pensionandi» alla Whirlpool o alla Dana, che hanno reso più facili i tagli e gli accordi sindacali nelle altre due multinazionali trentine.

«Peccato - commenta il segretario della Fiom Cgil Roberto Grasselli - che da mesi sia rimasto inascoltato il nostro invito ad avviare una riqualificazione professionale dei dipendenti. Peccato che, finora, non si sia considerata l'idea del contratto di solidarietà che, oltretutto, farebbe risparmiare l'azienda, anche con uno sconto sui contributi pensionistici, ma implica che si utilizzi almeno il 50% della capacità produttiva. E oggi siamo decisamente sotto».

I dipendenti Mahle sono attualmente 21.480 in Europa, 9.284 in Germania, 6.788 in Nord America, 12.090 in Sudamerica, 8.904 in Asia/area Pacifico, in totale 49.262, contro i 47.877 dell'anno precedente. Negli ultimi dieci anni i dipendenti del gruppo sono quasi raddoppiati e il fatturato totale è cresciuto da 1,9 a 5 miliardi di euro. Nello scorso aprile, un comunicato stampa della Mahle avvertiva che il gruppo considerava inevitabile un declino delle vendite a doppia cifra nel 2009. Venivano messe in cantiere riduzioni d'orario generalizzate, ma si prevedeva anche un taglio del 10% degli organici e una severa ristrutturazione aziendale e organizzativa per abbassare i costi. Inevitabile che l'onda dei tagli investa anche la fabbrica di Trento.

 

da l'Adige, 26 maggio 2009

 

 

 

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