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Premio di Risultato per i dipendenti di Poste Italiane?

La nota dei sindacati nazionali di Slc Cgil e Uilpost Uil sull'accordo separato firmato da Cisl e Failp.

Premio di Risultato per i dipendenti di Poste Italiane? Mentre era in corso un confronto difficile sul premio di risultato, l’azienda ha deciso di concludere la trattativa solo con la Cisl ed il Failp. 290 euro di aumento in tutto in tre anni! Un portalettere 219 euro e lo sportellista 245.

Trattativa difficile – prosegue la nota - perché Azienda, Cisl e Failp avevano in precedenza confezionato un’intesa che abbatteva la richiesta contenuta nella piattaforma della Cisl di 860 euro (la richiesta era, alla faccia della serietà, 1200 euro!) e colpiva i soggetti più deboli dell’azienda: i lavoratori in legge 104 non avrebbero avuto il bonus presenza; e così 1/312 in meno ai lavoratori assenti per matrimonio, lutto e donazione di sangue e a coloro i quali avrebbero avuto infortuni subìti mentre si recavano al lavoro o in trasferta. Avevamo subito detto no a questa intesa perchè, a differenza di Slp/Cisl, pensiamo che una grande azienda non possa far venir meno la solidarietà verso i più deboli e i più disagiati.

Sul versante della richiesta economica continuavamo a rappresentare la necessità, come sta succedendo in tutti i grandi gruppi, di mantenere almeno i livelli retributivi inalterati rispetto agli altri anni. Spicca in questo accordo, infatti, l’assenza di aumenti retributivi per il 2009 che significherà, per la prima volta nella storia di Poste, che nell’anno in corso il premio diminuirà di 100 euro! E’ troppo facile ridicolizzare i 1200 euro della piattaforma Cisl con il risultato effettivamente conseguito.

Si promette la luna, si chiede il voto alle RSU, dopodiché, al riparo da occhi e orecchi indiscreti, si abbattono i ¾ della richiesta economica! Forse non è mai successo! La notizia è, però, un’altra: l’azienda, per costruire un accordo unitario, aveva cancellato, come solo da noi richiesto, le misure odiose pensate contro i lavoratori più deboli. La Cisl ha voluto imprimere una accelerazione imponendo l’accordo da sola (anche il Failp) con l’azienda.

Spiace che l’azienda sia stata costretta a fermare il processo iniziato, abbia dovuto soggiacere al diktat dimostrando una debolezza imbarazzante ed imbarazzata. Ma, del resto: se il commissario dell’Ipost è ex Cisl, se il Presidente è ex Cisl, se…. se… se…, alla fine è difficile avere e difendere una propria opinione: la tua è quella che ti impongono gli altri. Noi ovviamente non ci rassegniamo al pensiero unico e dunque non sottoscriviamo un accordo fatto esclusivamente in omaggio, come l’agnello grasso, al prossimo congresso del Slp/Cisl. E’ un bene che i lavoratori abbiano certezza sul premio di risultato a fine mese, ma è deludente l’epilogo.

Insieme al premio di risultato è stato sottoscritto un accordo, sempre separato, riferito alla sportelleria. C’è scritto che entro giugno chiuderanno ancora filiali, chiuderanno strutture PCG di filiale; ridurranno a 9 le strutture di post vendita, ridurranno gli orari negli uffici a doppio turno e diverse altre amenità che rischiano di costare care ai lavoratori.

Ovviamente, dopo l’assemblea nazionale che terremo nei prossimi giorni, metteremo in campo tutte le iniziative utili a fermare un progetto di riorganizzazione che va nella direzione opposta alle esigenze reali dell’azienda. Oggi bisogna potenziare la sportelleria perché è il cuore dell’azienda, quella vera, che deciderà del suo futuro e non tratta titoli tossici (156 mln di perdite) con i soldi delle famiglie! Contrasteremo fino in fondo questo aggregato spurio di interessi aziendali e sindacali che è ormai diventato il vero problema dell’azienda. La quale perde colpi, non solo per la crisi, ma perché è sempre meno competitiva.

8 maggio 2009

 

 

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