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Crisi. Iscritti nelle liste di mobilità a quota 3.796

I dati riferiti al periodo tra metà aprile e il 5 maggio. Sono 226 i nuovi ingressi per licenziamento. 184 provengono dalle imprese sotto i 15 dipendenti

Crisi. Iscritti nelle liste di mobilità a quota 3.796 Aumentano ancora le iscrizioni alle liste di mobilità in Trentino. Al 5 maggio sono infatti 3.796 i lavoratori licenziati ed iscritti in mobilità, con un incremento del 2,6 percento rispetto ad aprile. Il tasso di crescita dei mesi precedenti, registrato tra gennaio ed aprile di quest'anno, è stato in media del 4,7 percento mensile. Rispetto a dodici mesi fa, quando a maggio gli iscritti erano 2.673, l'aumento raggiunge invece il 42 percento.

Secondo le rilevazioni dell'Agenzia del lavoro, in quest'ultimo periodo i nuovi ingressi in mobilità sono stati 226, contro i 307 di aprile, 324 di marzo, i 269 di febbraio e i 346 di gennaio. I sospesi, ossia i lavoratori che pur restando iscritti in mobilità hanno trovato un lavoro a termine, oggi risultano essere complessivamente 1.226 contro i 1.154 del mese precedente.

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Sono sempre le micro imprese a licenziare più delle altre: l'81 percento degli iscritti nell'ultimo periodo provengono da aziende sotto i 15 dipendenti. In termini assoluti si tratta di 184 lavoratori rispetto ai 42 legati ad imprese sopra la soglia dei 15 dipendenti.

Sempre in riferimento ai nuovi iscritti, a maggio sembra rallentare l'emorragia di posti di lavoro nelle costruzioni. La tendenza è ancora la stessa: infatti i posti di lavoro nell'edilizia si riducono visto che a maggio sono stati 47 i lavoratori transitati in mobilità perché licenziati. Ma si tratta di quasi la metà dei licenziamenti registrati nei mesi precedenti, a marzo (81) ed aprile (83).

Il 33 percento degli ultimi iscritti provengono poi dall'ambito dei servizi, all'interno del quale è il commercio a lasciare per strada più lavoratori. In termini assoluti si tratta di 34 addetti - licenziati per la quasi totalità (33) dalle piccole aziende commerciali - sui 74 licenziamenti riferiti al comparto servizi. Questi dati si riferiscono ad un periodo – quello tra aprile e maggio – non ancora coperto dall'estensione della cassa integrazione in deroga che, introdotta recentemente anche in Trentino con l'accordo tra Provincia e parti sociali, dovrebbe venire in aiuto anche dei lavoratori delle aziende commerciali più piccole, offrendo una possibilità in più per evitare i licenziamenti.

Infine, sono stati ben 33 i lavoratori del settore metallurgico licenziati nell'ultimo mese. Complessivamente l'industria ha espulso 102 lavoratori. Il 62,7 percento era occupato in aziende sotto i 15 dipendenti.

6 maggio 2009

 

 

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