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Fiat-Opel, ecco il piano Marchionne

Tagliare nel lungo periodo evitando traumi sociali. L'ad Fiat lo annuncia in un’intervista sull'Economist. Secondo "La Repubblica", il piano prevede "una nuova missione" per lo stabilimento di Termini

Fiat-Opel, ecco il piano Marchionne Tagliare nel lungo periodo evitando il più possibile traumi sociali. Sarebbe questa la ricetta Marchionne per l’operazione Fiat-Opel. O almeno è quello che l’ad Fiat annuncia in un’intervista apparsa oggi sull'Economist, Il progetto, dunque, non prevedrebbe chiusure di stabilimenti, almeno nell'immediato, ma punterebbe su quella che Marchionne definisce "la riduzione graduale della capacità produttiva". Una riduzione complessiva che sarà pari al 22%.

Secondo Repubblica di oggi, poi, nel giro di qualche anno verrà chiusa una linea di produzione su cinque, ma nella prima fase si userà una sorta di 'air bag' sociale: la capacità produttiva dovrebbe essere ridotta in modo soft, utilizzando misure come il blocco del turn over e gli ammortizzatori sociali. Parallelamente partirà la riorganizzazione produttiva per ridurre i costi realizzando sulle stesse linee auto di marchi diversi.


 

Garantendo il mantenimento dei siti di assemblaggio finale, Marchionne lascerebbe dunque intendere che la razionalizzazione riguarderà prima di tutto una sola fabbrica, quella di motori di Kaiserslautern. Altri esuberi potrebbero colpire lo stabilimento belga di Anversa. In quest'ottica, però, sempre secondo La Repubblica – il piano prevede "una nuova missione" per lo stabilimento di Termini Imerese e per lo stabilimento inglese di Luton. Inoltre tutte le operazioni di fusione verrebbero realizzate scambiando azioni con stabilimenti e tecnologie, senza esborsi di denaro.

La fusione con Opel, dice infine l'Economist, frutterebbe comunque risparmi per un milione all'anno. "Bisogna muoversi in fretta - avverte l'ad - perché così si riducono le spese generali e si parte prima con i nuovi modelli". Secondo Marchionne "Fiat e Chrysler sono in grado di raggiungere la convergenza sulle principali piattaforme produttive entro il 2012. Ma con Opel si potrebbe fare anche prima". Chiede ai governi dove hanno sede i siti Gm un prestito-ponte tra i 5 e i 7 miliardi: "In cambio - dichiara - offro al governo tedesco un'azienda automobilistica che sarà effettivamente senza debiti e mi farò carico delle passività, comprese le pensioni. A loro dico: se avete un'offerta migliore, prendetela".

Quale che sia il “piano fenice”, l'amministratore delegato della Fiat vedra' oggi in Germania anche il governatore della Renania Palatinato, Kurt Beck, oltre a quello dell'Assia, Roland Koch. Nella Renania Palatinato si trova l'impianto della Opel di Kaiserslautern, che nel caso di un matrimonio con la Fiat potrebbe essere ridimensionato, come ha detto lunedi' scorso lo stesso Marchionne al ministro dell'Economia tedesco Karl-Theodor zu Guttenberg.

La settimana scorsa, l'ex presidente della Spd Beck aveva criticato Guttenberg per la sua gestione della vicenda Opel. Secondo Beck, che ha gia' incontrato anche i vertici del gruppo austro-canadese Magna, gli accordi con i governatori delle regioni tedesche che ospitano i quattro siti produttivi della controllata Gm non funzionano. 'Non ci sono contatti ragionevoli, non ci sono accordi concreti - aveva detto -. Gli investitori parlano direttamente con noi'. L'Assia, invece è la regione tedesca dove si trova Russelsheim, il quartier generale di Opel, a anche il governatore Roland Koch e'molto scettico sull'ingresso di Fiat in Opel. Oggi, dunque, per Marchionne si prospetta una giornata davvero complicata.

da rassegna.it

08/05/2009 10:50

 

 

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