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Stati generali anticrisi. Burli (Cgil): “Gli ammortizzatori diventino strutturali”

Avviato in Provincia il tavolo per il monitoraggio della crisi. Per la Cgil welfare e politiche attive del lavoro sono garanzia di dinamismo economico. L'appello per la competitività: “Serve un patto su organizzazione del lavoro e produtt

Stati generali anticrisi. Burli (Cgil): “Gli ammortizzatori diventino strutturali”

«L'avvio di un tavolo permanente di verifica sull'efficacia delle misure anti crisi è positivo. Restano però sul tappeto alcuni nodi che, cogliendo l'invito del presidente Dellai, vanno sciolti al più presto con spirito di collaborazione e grazie ad un'assunzione collettiva di responsabilità. In primo luogo, la Provincia deve scommettere fino in fondo sul modello scandinavo: welfare e politiche attive del lavoro sono infatti garanzia di un'economia più dinamica e produttiva. Per questo chiediamo con forza che il sistema degli ammortizzatori sociali, attivati in via sperimentale con la manovra anti crisi, diventi al più presto strutturale, insieme all'avvio del reddito di garanzia».

 

 

Con queste parole Paolo Burli, segretario generale della Cgil del Trentino, commenta l'incontro tra Provincia e parti sociali per l'avvio del confronto sull'efficacia delle misure anti crisi, varate dall'esecutivo provinciale con l'assestamento di bilancio del mese scorso. Il tavolo avrà cadenza mensile e si propone di approfondire natura e cause della crisi, monitorarne l'andamento e valutare i provvedimenti fin qui messi in campo, modificandoli qualora fosse necessario.

«Alla Provincia – aggiunge Burli – chiediamo coraggio nel garantire una reale selettività degli investimenti pubblici. Dalla crisi dobbiamo uscire con un tessuto sociale ed economico più forte. I dati presentati oggi sulla dinamica del valore aggiunto pro capite non ci possono lasciare tranquilli. Abbiamo già lanciato nel recente passato un appello a tutto il sistema economico trentino: servono innovazione, investimenti selettivi e un patto per migliorare l'organizzazione del lavoro, sostenere la formazione permanente e aumentare la produttività, se davvero vogliamo che il Trentino continui ad essere ricco e coeso. Lasciando da parte ogni ritualità, Provincia e imprese devono scommettere, insieme alle nostre organizzazioni sindacali, sulla valorizzazione delle migliori pratiche oggi esistenti in Trentino e sulla crescita del capitale umano e sociale dentro e fuori le aziende».

 

28 aprile 2009

 

 

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