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Merloni. Bernardi (Fiom Cgil): “Verso il contratto di solidarietà”

L'azienda aveva affrontato una ristrutturazione nel 2005. Ora a fronte del calo della produzione, si cerca una soluzione per evitare gli esuberi. Fiom: “Altri seguano la stessa strada”

Merloni. Bernardi (Fiom Cgil): “Verso il contratto di solidarietà”

Alla Merloni termosanitari di Rovereto, oggi Ariston Thermo Group, si va verso il contratto di solidarietà. Si tratterebbe del primo accordo in tal senso in una grande impresa industriale in Trentino dall'avvio della fase di recessione dell'economia. Per Mariano Bernardi, della Fiom Cgil, si tratta di un'opportunità da cogliere al volo.

«Abbiamo scelto questa strada – spiega il sindacalista – per difendere l'occupazione e fortunatamente abbiamo trovato la disponibilità dell'azienda. Nelle prossime settimane dovremo lavorare al massimo delle nostre possibilità per perfezionare in tempi brevi un accordo in tal senso».

In ballo ci sarebbero almeno 25 posti di lavoro sui 115 complessivi dello stabilimento roveretano che nel 2005 aveva dovuto programmare un ridimensionamento produttivo, attenuato solo dal boom dei boiler alimentati ad energia solare. Ora però la contrazione del mercato immobiliare e il calo dei prezzi dell'energia ha inevitabilmente rallentato la domanda anche in questa nicchia di mercato.

«Con il contratto di solidarietà – conferma Bernardi – dovremo riuscire a limitare al massimo gli eventuali esuberi, garantendo il posto di lavoro ai dipendenti con salari ben più alti delle indennità di cassa integrazione. Con l'avvio di questa trattativa e con l'auspicabile accordo finale puntiamo a tracciare un sentiero che anche altre aziende dell'industria oggi in crisi potranno agevolmente seguire. Perché affrontare la crisi con senso di responsabilità e tutelando la manodopera non è solo possibile, ma può essere anche economicamente vantaggioso».

17 aprile 2009

 

 

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