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Ultima firma sull'accordo separato

Confindustria, Cisl e Uil siglano l'intesa, la Cgil resta contraria. Epifani scrive a Marcegaglia. SCARICA l'accordo e LEGGI la lettera di Epifani

Ultima firma sull'accordo separato

E' l'ultimo atto. Confindustria riceve Cisl e Uil per siglare l’intesa applicativa della riforma dei contratti. La Cgil partecipa all’incontro, ma non firma. Non è cambiato niente dal 22 gennaio quando il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, convocò le parti sociali a Palazzo Chigi per chiudere la trattativa. E la stessa sera arrivò l’accordo separato che riscrive il modello contrattuale. Nel frattempo, però, la Cgil porta al tavolo i 3,5 milioni di no raccolti nel referendum tra i lavoratori.

"Con la firma di stasera dell’intesa di attuazione dell’accordo quadro separato del 22 gennaio, per quanto ne sia un atto conseguente, si conferma la scelta di un modello di assetti contrattuali non condiviso dal sindacato più rappresentativo". E' quanto si legge nel testo di una lettera consegnata dal segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, al presidente di Confindustria Emma Marcegaglia.

Camusso (Cgil), confermiamo le ragioni di merito del no. “Confermiamo le ragioni di merito per cui non abbiamo firmato”. Lo assicura la segretaria confederale della Cgil, Susanna Camusso, spiegando che la posizione di Corso Italia è sempre la stessa. “Un accordo è un fatto impegnativo – afferma in un'intervista a rassegna.it –, non si può firmare se non si condividono certe scelte”. Riflette quindi sulle distanze con le altre confederazioni: “Il divario che c’è tra noi è il vero punto della questione”. Commentando l’intervista che il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, ha rilasciato al Corriere della Sera, respinge l’invito a invertire la rotta. “Un’organizzazione non può fare ciò che pensano le altre – a suo giudizio -, se Bonanni è convinto delle sue ragioni, non si capisce perché non va al referendum”. Ma è per tutta la stagione contrattuale, dal pubblico impiego ai meccanici, che la Cisl ha avuto “un atteggiamento incomprensibile”. E incomprensibile è anche negare il valore del referendum Cgil: “In questo modo – a suo giudizio – si nega la titolarità dei lavoratori sulle questioni contrattuali”. Nelle singole categorie, invece, “non c’è uno scenario unico”. La Cgil non presenterà piattaforme separate per i rinnovi di tutti i settori, per esempio Fai, Flai e Uila hanno già firmato rivendicazioni congiunte nel comparto agroalimentare. “Possiamo fare schemi comuni – chiarisce Camusso -, ma questi non possono recepire i contenuti di un accordo che non abbiamo firmato”.

Bonanni, siamo maggioritari, nessuna forzatura. L’accordo senza la Cgil “non è una forzatura”. Questo aveva dichiarato Raffaele Bonanni, offrendo la sua spiegazione: “Da sola la Cisl eguaglia la Cgil per iscritti attivi e insieme a Uil, Confsal, Ugl e altre sigle siamo largamente maggioritari”. La riforma dei contratti per lui è legittima. “Se poi Epifani vuole una consultazione certificata – ha aggiunto -, prima firmi e poi andremo a sentire i lavoratori insieme”.

Angeletti, ci dispiace, ma andiamo avanti lo stesso. Sulla stessa linea il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, che dichiara oggi alle agenzie: “Domani firmeremo l'accordo sui contratti già preso da un anno”. Sulla mancata adesione della Cgil “ci dispiace – spiega –, ma non possiamo fermare il mondo se loro non sono d'accordo”. Corso Italia ha partecipato a tutte le fasi del negoziato, ricorda, e sarà presente fino alla fine “per non dare alibi, hanno detto, alla sedia vuota”.

 

(da Rassegna.it)

15 aprile 2009

 

 

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