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Crisi. Iscritti nelle liste di mobilità a quota 3.701

Ad aprile sono 307 i nuovi ingressi per licenziamenti. 247 provengono dalle imprese sotto i 15 dipendenti. Le costruzioni (83 licenziati) e il commercio (41) i settori più colpiti

Crisi. Iscritti nelle liste di mobilità a quota 3.701 Nuovo record per le liste di mobilità in Trentino. Gli iscritti al 9 aprile raggiungono infatti la soglia delle 3.701 unità, con un aumento rispetto a marzo del 4,6 percento. Rispetto a dodici mesi fa, quando ad aprile gli iscritti registrati furono 2.684, l'aumento è decisamente più sensibile e raggiunge il 37,9 percento.

Secondo le rilevazioni dell'Agenzia del lavoro, i nuovi ingressi in mobilità di lavoratori licenziati tra metà marzo e oggi sono stati 307, contro i 324 di marzo, i 269 di febbraio e i 346 di gennaio. I sospesi, ossia i lavoratori che pur restando iscritti in mobilità hanno trovato un lavoro a termine, oggi risultano essere complessivamente 1.154 contro i 1.124 del mese precedente.

Sono sempre le micro imprese a licenziare più delle altre: oltre l'80% dei nuovi iscritti nell'ultimo periodo provengono da aziende sotto i 15 dipendenti. In termini assoluti si tratta di 247 lavoratori rispetto ai 307 nuovi ingressi totali.

Sempre in riferimento ai nuovi iscritti e limitatamente al settore delle imprese sotto i 15 dipendenti, sono ancora una volta le costruzioni a pagare il dazio più alto alla fase di recessione. I licenziamenti nel comparto edile sono risultati ben 83. Quasi il 32 percento degli ultimi iscritti provengono poi dall'ambito dei servizi, all'interno del quale è il commercio a lasciare per strada più lavoratori. In termini assoluti si tratta di 41 addetti licenziati dalle micro aziende commerciali sui 79 totali.

Nel settore del commercio, la speranza di bloccare la frana dei licenziamenti è ormai riposta solo nella definizione ed applicazione, ormai prossima anche in Trentino, degli ammortizzatori in deroga che garantirebbero anche alle piccole imprese commerciali di accedere ad una sorta di cassa integrazione guadagni.

9 aprile 2009

 

 

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