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Europa Steel di Mezzolombardo chiude

L'inquinamento denunciato l'anno scorso era da PCB, sostanza pericolosissima. Siglato un accordo aggiuntivo a maggior tutela della salute dei lavoratori

Europa Steel di Mezzolombardo chiude

 

Dopo due mesi e mezzo di tensioni si è raggiunto ieri, presso il Servizio lavoro della Provincia, l'accordo sulla mobilità dei 27 lavoratori della Europa Steel di Mezzolombardo, a seguito della decisione della proprietà – le Acciaierie Venete di Padova – di chiudere lo stabilimento.

L'accordo è stato firmato dalla RSU (i delegati della Fiom Luigi Campagna e Sergio Dallago), da Michele Guarda della Fiom Cgil e Fausto Francesconi della Uilm Uil, dal responsabile delle risorse umane delle Acciaierie Venete Giuseppe Minnici, dal direttore dello stabilimento Gianluca Benedetti ed infine da Sergio Vergari del Servizio Lavoro della Provincia.

 

 

L'azienda richiederà la Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria, per consentire ai lavoratori di usufruire di un ulteriore anno di ammortizzatori sociali oltre a quelli già spettanti della mobilità. L'accordo prevede anche un incentivo all'esodo, che sarà erogato quando i lavoratori usciranno dalla cassa straordinaria (Cigs) ed entreranno in mobilità. L'azienda cesserà la propria attività il prossimo venerdì 17 aprile e da lunedì 20 aprile i lavoratori saranno posti in Cigs. Nel corso dei successivi 12 mesi, coloro che matureranno i requisiti pensionistici o troveranno un'altra occupazione usciranno dalla Cigs e saranno posti in mobilità. I rimanenti dipendenti saranno posti in mobilità alla scadenza del periodo di Cigs, il 20 aprile 2010.

Particolarmente complicata è stata la discussione sulla salute dei lavoratori: si è alla fine convenuto di siglare un accordo a latere, che prevede l'attivazione di uno specifico percorso di analisi e prevenzione e che dovrebbe rendere più semplice ottenere risarcimenti per eventuali danni alla salute.

Infatti, a pesare sin dall'inizio sulla trattativa, gettando qualche ombra anche sulla reale motivazione della chiusura dello stabilimento, sono stati i gravi fatti accaduti lo scorso anno, quando ingenti quantitativi di PCB (forse centinaia di litri) sarebbero stati sversati nel terreno adiacente lo stabilimento.

L'altissima pericolosità dei policlorobifenili per la salute e per l'ambiente è da tempo accertata, tanto che la loro produzione è stata messa al bando a livello europeo sin dal 1975. I PCB sono in grado di provocare l'insorgenza di tumori, danni al fegato, malformazioni nei nascituri. La pericolosità si manifesta sia per ingestione, sia per contatto, sia per inalazione. I protocolli di utilizzo prevedono non a caso che essi siano maneggiati con estrema cura e con adeguate protezioni. Tale sostanza era comunemente utilizzata come olio isolante (“apirolio”) nei grandi trasformatori industriali costruiti sino all'inizio degli anni '70. Proprio uno di questi trasformatori, da anni inutilizzato, era ancora presente nel capannone dell'Europa Steel di Mezzolombardo.

Saranno ovviamente le autorità di controllo a stabilire se quanto accaduto a Mezzolombardo configura violazioni di legge ma ciò che è emerso dalle testimonianze dei lavoratori dipinge uno scenario inquietante.

All'inizio dello scorso anno alcuni operai dello stabilimento sarebbero stati incaricati di svuotare il trasformatore, senza le necessarie protezioni. L'apirolio estratto sarebbe stato inizialmente riversato all'interno di alcuni barili (probabilmente sette o otto, per un totale di circa 1.500 litri). In seguito, tali barili sarebbero stati svuotati nel terreno adiacente lo stabilimento. Non si esclude che parte dell'apirolio possa addirittura essere finito nei macchinari di lavorazione. A seguito dello sversamento, si sarebbe levata una esalazione che, per circa due settimane, avrebbe invaso l'ambiente di lavoro, provocando nei lavoratori i classici sintomi da esposizione a PCB. Il forte odore acre avrebbe costretto la direzione a tenere spalancati per settimane, nonostante la stagione invernale, i portoni del capannone.

Solo a seguito della segnalazione effettuata dal sindacato all'APPA e del conseguente sopralluogo, avvenuto lo scorso luglio, l'azienda avrebbe provveduto alla rimozione del terreno contaminato ed al suo corretto smaltimento. Tuttavia, a causa di una sconcertante fuga di notizie sull'origine della segnalazione all'APPA, l'azienda mise in campo pesanti ritorsioni nei confronti dei lavoratori, culminate col licenziamento del delegato Fiom e Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza Luigi Campagna. Il licenziamento fu ritirato a seguito della mobilitazione di tutti i metalmeccanici della provincia, che scioperarono in solidarietà.

Quanto successo a Mezzolombardo, secondo il sindacato, è un episodio gravissimo non solo per l'incolumità dei lavoratori coinvolti, ma anche e soprattutto perché, se si diffonde nei luoghi di lavoro il timore di denunciare pericoli per le persone e per l'ambiente, a repentaglio è la salute di tutti i cittadini. È questo il motivo per il quale, pur dovendosi rassegnare alla chiusura dello stabilimento, il sindacato ha preteso che l'azienda si assumesse per intero la responsabilità di risarcire eventuali danni conseguenti all'accaduto, in attesa che attraverso le autorità preposte tutta la verità possa venire finalmente alla luce e che siano dunque accertate e punite anche le eventuali responsabilità penali.

10 aprile 2009

 

 

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