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4 aprile a Roma. Burli: "Berlusconi adotti il modello Trentino"

Oltre mille trentini al Circo Massimo. In corteo uno striscione lungo 100 metri. Epifani chiede un tavolo di confronto al governo.

4 aprile a Roma. Burli: "Come previsto la manifestazione della Cgil a Roma non è stata semplicemente un successo dal punto di vista numerico, visto che si parla di 2 milioni di presenti in piazza e nei cortei, con più di mille trentini al Circo Massimo. Si è trattato anche di una prova di maturità per il sindacato: abbiamo realizzato un grande momento di democrazia e di partecipazione, dentro il quale la protesta, pur presente, è sempre stata supportata dalle proposte".

Sono parole di Paolo Burli, segretario generale della Cgil del Trentino, presente oggi alla manifestazione nazionale del sindacato al Circo Mssimo, dove Guglielmo Epifani ha chiesto al Governo di abbandonare la propaganda e sedersi intorno ad un tavolo con imprese e sindacati per dar vita ad un piano contro la crisi economica.

 

"Insomma - aggiunge Burli - Berlusconi deve portare a Roma il modello trentino che ha permesso di introdurre un sistema immediato e ben articolato di misure anti recessione. Lo riassumo in una parola: concertazione. E' l'Italia, alle prese con una drammatica fase di crisi, a chiedere al premier di dar vita ad un piano anti crisi condiviso. Purtroppo con l'accordo separato sulla riforma della contrattazione il governo Berlusconi ha scelto la via della divisione e della ghettizzazione del sindacato più rappresentativo, la Cgil appunto".

Come detto, dal Trentino sono scesi a Roma oltre mille manifestanti, con 16 pullman e un treno speciale. I pullman erano partiti venerdì sera da Storo, Cles, Borgo Valsugana, Arco, Riva del Garda, Trento e Rovereto.

La presenza della Cgil del Trentino non è passata inosservata. Uno striscione lungo 100 metri che riproduceva una vignetta inedita di Rudi Patauner dedicata ai "Mille e trentatre trentini che trotterellavano contro la crisi" ha solcato il corteo da piazza della Repubblica fino al Circo Massimo. "La nostra - conclude Burli - è stata una manifestazione pacifica e mai rancorosa sebbene la crisi colpisca molte lavoratrici e lavoratori anche in Trentino. Ora si torna a lavorare per migliorare la coesione sociale e rilanciare il sistema economico e di sviluppo della nostra provincia perché il Trentino possa continuare ad essere un modello per tutte le regioni italiane".


Roma, 4 aprile 2009

 

 

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