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Cassa integrazione. 490mila ore complessive a marzo in Trentino.

12 mesi fa erano state 134mila. Nel primo trimestre l'ordinaria nell'industria sale del 2.707 percento rispetto al 2008. Ischia (Cgil): “Il Governo raddoppi la possibilità del ricorso alla cassa”

Cassa integrazione. 490mila ore complessive a marzo in Trentino.

E' massiccio anche a marzo il ricorso delle aziende trentine alla cassa integrazione. Sono state complessivamente 490.291 le ore di cassa ordinaria e straordinaria autorizzate dall'Inps il mese scorso in tutti i settori produttivi contro le 133.857 ore registrare a marzo del 2008. Nel primo trimestre dell'anno sono state ben 761mila le ore di cassa integrazione in Trentino rispetto alle 318mila dello stesso periodo del 2008, con un aumento pari al 135 percento.

Nel dettaglio, nell'industria trentina la cassa integrazione ordinaria a marzo ha raggiunto la quota record di 164.359 ore. Il dato però è falsato dal fatto che, nei primi giorni del mese scorso, furono autorizzate anche ore – circa 83mila - riferite a febbraio quando nella contabilità dell'Inps la cassa ordinaria per l'industria aveva a malapena superato le 20mila ore. «A marzo – spiega Franco Ischia che ha elaborato i dati Inps per la Cgil del Trentino – assistiamo ad un dato gonfiato che riequilibra quello di febbraio. Oggi possiamo dire che l'andamento dell'ordinaria nel manifatturiero si assesta intorno alle 100mila ore mensili. Un dato sicuramente preoccupante se dovesse confermarsi anche nei prossimi mesi».

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In particolare il settore metalmeccanico registra quasi 90mila ore di cassa, seguito dal chimico con 30mila ore e dal legno per il quale a marzo sono state autorizzate 13mila ore di cassa, a testimonianza della difficoltà del settore soprattutto a causa del rallentamento dell'edilizia.

Rimanendo nel comparto industriale, il confronto più significativo è però quello su base trimestrale. Tra gennaio e marzo di quest'anno l'ordinaria ha raggiunto la soglia delle 296.080, facendo segnare un aumento vertiginoso del 2.707 percento rispetto al primo trimestre 2008 quando l'industria trentina si fermò a 10.546 ore di ordinaria. «Nel primo trimestre di quest'anno – aggiunge Ischia – abbiamo abbondantemente superato le ore di cassa ordinaria concesse per l'industria in tutto il 2008. Anche nel confronto con gli anni precedenti i primi mesi del 2009 raggiungono livelli inusitati. Basti pensare che le ore di cigo nel 2005, un anno non particolarmente felice per l'economia italiana, furono 244mila in tutti e 12 i mesi».

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Per quanto riguarda l'utilizzo della cassa integrazione straordinaria, a marzo, dopo la contrazione di febbraio, i dati Inps registrano un nuovo incremento con complessive 49.412 ore autorizzate. «Il dato della straordinaria – avverte Ischia – è legato per lo più alle situazioni di crisi della Ati Packaging di Rovereto, della Nicolini di Pieve di Bono e della Rotaltes di Mezzocorona».

A marzo, infine, l'Inps registra un'impennata anche nel ricorso alla cassa integrazione ordinaria nell'edilizia con 276.520 ore autorizzate. Raffrontando il dato del primo trimestre di quest'anno (361mila ore di ordinaria) con quello dello stesso periodo del 2008 (220mila ore), l'aumento si aggira intorno al 64 percento.

«Quel che emerge da questo quadro – conclude Ischia – è che i settori produttivi, sia del manifatturiero che delle costruzioni, continuano a soffrire gli effetti della recessione mondiale. Contiamo però sul fatto che, almeno per l'edilizia, gli incentivi ai cittadini varati dalla Giunta provinciale con la legge finanziaria riescano a dare impulso al settore. Per il manifatturiero quello che manca è l'apporto del governo nazionale. Il Paese ha bisogno di certezze maggiori sugli ammortizzatori sociali. La richiesta della Cgil di alzare i limiti del ricorso alla cassa integrazione dalle attuali 52 settimane ad almeno 104 settimane va proprio in questa direzione».

2 aprile 2009

 

 

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