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Essepi Cavedine. “Cassa integrazione, ma restano gli investimenti

13 settimane di cassa da lunedì per 16 ore settimanali, ma per i 27 dipendenti dell'azienda è pronto un piano di formazione. La ditta conferma l'investimento in un nuovo capannone.

Essepi Cavedine. “Cassa integrazione, ma restano gli investimenti Sono sempre di più in Trentino le aziende del legno che devono fare ricorso alla cassa integrazione per far fronte alla contrazione del mercato immobiliare. E' il caso anche della Essepi di Cavedine in Val dei Laghi, un'azienda industriale che produce infissi in legno e alluminio. La ditta ha però deciso di restare fedele al piano industriale nonostante la crisi ed investirà sull'ampliamento della propria sede per cominciare, nel prossimo futuro, a produrre macchine industriali per la realizzazione di infissi.

«E' la testimonianza – spiega la sindacalista della Fillea Cgil, Manuela Faggioni – che anche in una fase di recessione si può investire sulla propria azienda, dando futuro all'occupazione e allo sviluppo di una valle intera». Proprio ieri la sindacalista Cgil aveva sottoscritto l'accordo per la cassa integrazione ordinaria che riguarderà tutti e 27 i dipendenti (18 operai e 9 impiegati) per 13 settimane consecutive, a partire da lunedì 23 marzo. In sostanza i dipendenti saranno chiamati al lavoro solo per i primi tre giorni della settimana con una riduzione d'orario di 16 ore.

«Come detto – continua Faggioni – la ditta non farà venir meno gli investimenti previsti. La Essepi infatti vuole cominciare a realizzare macchine per l'industria del legno ed in particolare per il confezionamento di infissi in legno ed alluminio. Vuole cioè investire in innovazione. Per questo lo scorso anno aveva deciso di realizzare un capannone per la nuova attività industriale». Ma nonostante le prospettive si sono fatte fosche e la crisi economica colpisca in particolare le costruzioni, l'azienda ha deciso di investire lo stesso. «Anzi – spiega Faggioni – ora intende reimpiegare la propria manodopera nella realizzazione del nuovo capannone che non sarà quindi più in cemento, bensì in legno. I lavoratori verranno formati anche per questi nuovi compiti, migliorando quindi il proprio bagaglio professionale».

«Peccato – conclude la sindacalista della Cgil – che un'interpretazione dell'Inps neghi la possibilità ai lavoratori in cassa integrazione di frequentare i corsi di formazione proposti dall'Agenzia del Lavoro nel periodo di sospensione. Questa norma, almeno per tutta la durata di questa crisi, dovrebbe essere sospesa. E' una questione di buonsenso».

20 marzo 2009

 

 

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