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Occupazione. Ischia (Cgil): “E' cominciata l'inversione di rotta”

Nel 2008 per l'Istat la disoccupazione media arriva al 3,3% in Trentino. Persi circa 6mila posti di lavoro. Pagano edilizia (-4mila) e commercio (-2mila).

Occupazione. Ischia (Cgil): “E' cominciata l'inversione di rotta”

«È iniziativa un'inversione di rotta nelle dinamiche occupazionali anche in Trentino. Ma il calo registrato al 31 dicembre 2008, rispetto a fine settembre non è un'emorragia. Basti pensare che giusto dodici mesi fa assistevamo ad una diminuzione di posti di lavoro che, allora come oggi, si aggirava intorno alle 6mila unità. Il paziente – in questo caso, il mercato del lavoro locale – va però monitorato costantemente per evitare che nuove patologie si diffondano improvvisamente».

Sono parole di Franco Ischia, responsabile del Dipartimento Lavoro e Industria della Cgil del Trentino, a commento dei dati diffusi oggi dall'Istat sulla rilevazione delle forze di lavoro in Trentino nel quarto trimestre 2008.

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Dopo la crescita degli iscritti in mobilità perché licenziati, che solo pochi giorni fa aveva raggiunto i 3.536 lavoratori, dall'ultima rilevazione Istat emerge un quadro di luci ed ombre in cui sembrano mostrarsi i primi effetti della crisi economica. Rispetto a settembre, a fine 2008 gli occupati calano di 6mila unità circa, passando da 233mila a 227mila. La disoccupazione rimbalza al 3,4% dal 2,3% di settembre. Ma a preoccupare è il dato medio annuo: rispetto al 2007, quando i senza lavoro erano stati in media il 2,9%, oggi si registra un lieve aumento della disoccupazione media che nel 2008 infatti sale al 3,3% della forza lavoro.

«Non è ancora un dato allarmante – avverte Ischia – ma segnala quell'inversione di tendenza che purtroppo temevamo di dover registrare dopo il rallentamento dell'economia negli ultimi mesi del 2008. A pagare il conto più salato sono il comparto delle costruzioni (-4mila posti di lavoro) e quello del commercio (-2mila) che perdono addetti sia rispetto al trimestre precedente, sia rispetto a 12 mesi fa. L'industria manifatturiera, rispetto al dato di dicembre 2007, resta invece stabile intorno ai 40mila addetti».

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Dopo aver segnalato il calo dell'occupazione femminile che negli ultimi tre mesi del 2008 si contrae di almeno un punto percentuale, pur restando decisamente più alta del dicembre 2007 (58,3% contro il 55,3%), Ischia pone l'accento su un altro aspetto, quello del rapporto tra lavoratori dipendenti e autonomi. Nella scomposizione dei dati si nota infatti che i lavoratori dipendenti restano stabili intorno alle 181mila unità, con un saldo positivo di circa 9.600 posti di lavoro rispetto al dicembre 2007.

Crollano invece drasticamente i lavoratori indipendenti che negli ultimi tre mesi del 2008 passano da 51.800 a 46.500. Si tratta di un saldo negativo di 5.300 posti di lavoro ed in termini assoluti è il livello più basso mai raggiunto negli ultimi cinque anni. «È un fenomeno non facile da interpretare - commenta Ischia – ma potrebbe dimostrare che i primi a pagare il conto della crisi sono le figure atipiche del mercato del lavoro, ossia i contratti di collaborazione e le finte partite Iva, che sono diffuse in molti settori dei servizi e delle costruzioni e possono venir espulse più facilmente dal mercato del lavoro. Anche a molti di loro, a partire dai co.pro, abbiamo cercato di dare una risposta introducendo una sorta di indennità di disoccupazione grazie al pacchetto lavoro della Provincia. Per beneficiarne basta rivolgersi ai patronati e ai centri per l'impiego»

20 marzo 2009

 

 

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